Lazio

dopo un anno di ritardi parte il conto alla rovescia

Una gestazione lunga, segnata da tensioni e ultimatum, che ora sembra arrivare al traguardo. Dopo mesi di rallentamenti tecnici e attriti tra il Campidoglio e il colosso giapponese Hitachi Rail, è stato fissato il cronoprogramma per l’entrata in servizio dei nuovi convogli destinati alla linea B della metropolitana di Roma.

Il primo treno era arrivato nell’aprile dello scorso anno, ma tra verifiche, adeguamenti e interlocuzioni serrate con ATAC, l’iter si è allungato ben oltre le previsioni iniziali. In alcuni momenti si è persino sfiorata la risoluzione del contratto. Ora, però, la fase dei collaudi entra nel vivo.

Test notturni e collaudi: le tappe

Per evitare la chiusura anticipata della linea nelle ore serali – ipotesi che aveva sollevato preoccupazioni tra i pendolari – si è scelta la strada delle prove notturne. I test verranno effettuati durante l’interruzione del servizio, con sessioni di circa tre ore su due convogli in parallelo.

Le date chiave sono già fissate:

  • 15 marzo: ATAC prenderà ufficialmente in consegna il primo treno per l’avvio dei collaudi finali.

  • Fase di pre-esercizio: prima del via libera definitivo, il convoglio dovrà percorrere circa 5.000 chilometri nell’arco di tre settimane.

  • Metà aprile: debutto in servizio con i passeggeri.

Un percorso obbligato per certificare sicurezza, affidabilità e compatibilità con l’infrastruttura esistente.

Un treno al mese

Il primo convoglio non resterà un caso isolato. Attualmente sono tre i treni già consegnati. L’azienda giapponese si è impegnata a mantenere un ritmo di una consegna al mese fino alla fine del 2026, nell’ambito di un piano complessivo che prevede 36 nuovi mezzi.

Per i prossimi esemplari, assicurano da ATAC, i tempi di immissione in servizio saranno più rapidi: gran parte dei test tecnici e delle verifiche “di tipo” sono stati già effettuati sul primo prototipo, riducendo così le procedure successive.

Un segnale per la linea blu

Il rinnovo della flotta rappresenta uno snodo cruciale per la linea B, da tempo alle prese con frequenze irregolari e attese prolungate nelle ore di punta.

L’obiettivo è aumentare progressivamente il numero di treni in circolazione e ridurre gli intervalli tra una corsa e l’altra.

Serviranno mesi prima di vedere effetti strutturali sulle frequenze, ma l’ingresso del primo convoglio Hitachi segna un passaggio simbolico e operativo importante.

Per l’amministrazione capitolina è un banco di prova sulla capacità di modernizzare il trasporto pubblico in vista delle grandi scadenze dei prossimi anni.

Per i pendolari, più semplicemente, è la promessa di un’attesa un po’ meno lunga in banchina.

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