Dopo le polemiche su Verbano, Rampelli tende la mano al sindaco
Deporre le asce di guerra e chiudere la stagione degli odi incrociati. Dopo le tensioni esplose durante la commemorazione di Valerio Verbano, il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli tenta la via della pacificazione istituzionale.
L’invito, diretto e formale, è rivolto al sindaco Roberto Gualtieri: partecipare insieme, il prossimo 12 marzo, al ricordo di Angelo Mancia, il giovane fattorino del Secolo d’Italia ucciso sotto casa a Talenti nel 1980.
Dallo scontro di via Monte Bianco al “fronte comune”
La mossa di Rampelli arriva a 48 ore dalle durissime polemiche nate domenica 22 febbraio. Il co-fondatore di Fratelli d’Italia aveva denunciato insulti e minacce ai danni della consigliera regionale Marika Rotondi proprio durante il ricordo di Verbano, militante della sinistra extraparlamentare ucciso da un commando neofascista.
Un “incidente diplomatico” che aveva portato la destra a chiedere la testa del minisindaco del III Municipio, Paolo Marchionne.
Oggi, però, la strategia cambia. Rampelli sceglie di smarcarsi dalle reciproche accuse di strumentalizzazione per puntare a un segnale unitario. «Voglio invitare Gualtieri a commemorare Angelo Mancia insieme a Francesco Rocca», ha annunciato l’esponente di FdI, auspicando una presenza corale delle istituzioni.

«Vittime di un disegno cinico»
Il richiamo storico è potente: Mancia fu ucciso in via Federico Tozzi appena tre settimane dopo Verbano, in quella che fu definita una rappresaglia rivendicata dalla “Volante Rossa”.
Per Rampelli, i ragazzi degli anni di piombo, di qualsiasi colore politico, furono «strumenti di un disegno cinico e sanguinario».
«Per la destra sono “figli d’Italia” gli innocenti caduti sotto colpi di pistola, spranga o chiavi inglesi, che si chiamassero Valerio Verbano o Walter Rossi, Ivo Zini o Roberto Scialabba — ha spiegato il vicepresidente della Camera —. Li portiamo nel cuore consapevoli che una mano occulta mise armi in mano a poco più che adolescenti per alimentare la strategia della tensione».
Un segnale contro l’intolleranza
L’obiettivo dell’invito è duplice: isolare i “nostalgici dell’odio” e dare un segnale plastico che la violenza non ha più cittadinanza nella Roma del 2026.
Rampelli ha confermato che parlerà personalmente con Gualtieri per blindare l’appuntamento di Talenti da «inopportune contestazioni».
La palla passa ora al Campidoglio.
Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.
Source link




