Marche

dopo 9 anni arriva il maxi risarcimento

ANCONA – Era il 29 luglio 2017 quando, lungo la strada provinciale del Conero, all’altezza dell’area di servizio di Sirolo, un violento scontro tra una moto e un furgone trasformò una mattinata d’estate in una tragedia. L’impatto fu devastante, le conseguenze per il centauro drammatiche. L’uomo, allora 35enne, padre di un bambino di pochi mesi, entrò in coma e, una volta risvegliato, riportò lesioni giudicate dai medici gravissime e permanenti, con un’invalidità totale che lo ha reso non autosufficiente.

 A distanza di quasi nove anni, il tribunale di Ancona ha riconosciuto a lui e alla sua famiglia un risarcimento superiore al milione e mezzo di euro, risorse che serviranno anche a sostenere cure e assistenza necessarie.

L’incidente avvenne intorno alle 9.45. Il motociclista, oggi 43enne, residente a Falconara, viaggiava in sella a una Yamaha R6 quando si scontrò con un furgone Peugeot che stava effettuando una svolta a sinistra per immettersi nell’area di servizio. Alla guida del mezzo commerciale c’era un uomo che all’epoca aveva 28 anni, di Civitanova Marche, rimasto sotto choc subito dopo l’impatto.

Le responsabilità

Dopo l’urto la moto finì sull’asfalto e il centauro venne sbalzato per diversi metri, rimanendo a terra privo di sensi. I primi a prestare soccorso furono alcuni automobilisti di passaggio; quindi, arrivarono i sanitari del 118 e le forze dell’ordine per i rilievi. Considerata la gravità delle condizioni, venne richiesto l’elisoccorso e il ferito fu trasportato d’urgenza all’ospedale di Torrette. Secondo il giudice civile la responsabilità dell’incidente è da attribuire in prevalenza alla manovra di svolta del furgone: conducente, proprietario del veicolo e compagnia di assicurazione sono stati condannati al risarcimento. È stato tuttavia riconosciuto anche un concorso di colpa del motociclista pari al 20%, legato alla velocità. All’uomo viene riconosciuto oltre un milione di euro, tra danno non patrimoniale, perdita della capacità lavorativa e spese di assistenza, cura e riabilitazione. Il tribunale ha inoltre liquidato i danni ai familiari, per oltre 800mila euro complessivi a favore della moglie, del figlio minore e dei genitori, portando il totale del risarcimento a sfiorare i due milioni e mezzo di euro, considerando i precedenti acconti. Il falconarese e la sua famiglia sono stati assistiti dagli avvocati Ludovico e Rodolfo Berti.




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