Emilia Romagna

“Donne e motori”, al Mercato Coperto la mostra che sfida i luoghi comuni


Al Mercato Coperto di Ravenna si apre un viaggio nella storia dell’automobile, visto da una prospettiva spesso dimenticata. È stata inaugurata sabato mattina (7 marzo) la mostra “Donne e motori. Non solo un affare maschile”, promossa dai Lions Club Ravenna Dante Alighieri, Ravenna Host, Ravenna Romagna Padusa e Cervia Ad Novas, con il patrocinio del Comune di Ravenna e in collaborazione con Panathlon Club Ravenna e Mercato Coperto.

La mostra è stata curata dalla storica dello sport Adriana Balzarini ed è stata realizzata grazie all’impegno di Riccarda Suprani, Silvia Mezzetti, Federica Pirazzini, Rossella Dell’Accio. All’inaugurazione hanno preso parte anche le assessore comunali Barbara Monti e Federica Moschini. L’esposizione resterà visitabile fino al 7 aprile.

L’idea, pensata soprattutto per i più giovani, nasce dal desiderio di smontare uno dei luoghi comuni più radicati: quello che lega il mondo dei motori esclusivamente agli uomini. Per molto tempo, infatti, il binomio “donne e motori” ha suscitato incredulità, scetticismo e diffidenza. Alle donne è stata spesso negata la competenza in materia, come se l’automobile, la tecnica e la meccanica fossero territori naturalmente maschili.

La ricerca condotta da Balzarini racconta invece una storia molto diversa. Svela il contributo femminile allo sviluppo dell’automobile, portando alla luce invenzioni e intuizioni che hanno cambiato il modo di guidare e viaggiare. Molte innovazioni oggi considerate scontate – come il tergicristallo, le frecce di direzione o il sistema di riscaldamento delle auto – furono ideate da donne, anche se spesso i loro brevetti furono lasciati scadere e finirono per essere adottati dalle case automobilistiche senza riconoscimenti adeguati.

Il percorso espositivo racconta anche storie poco note ma affascinanti: quella della prima persona al mondo che compì un viaggio in automobile di circa cento chilometri, che era una donna; o il ruolo decisivo di alcune figure femminili che sostennero economicamente i mariti nella nascita di marchi destinati a diventare leggendari, come Mercedes-Benz e Opel.

Non mancano poi le invenzioni legate alla sicurezza e alla praticità della guida, dal retrovisore alla linea bianca al centro della carreggiata, fino alla creatività del design: anche la prima designer automobilistica della storia fu una donna. La mostra racconta inoltre le prime taxiste, le donne che utilizzarono l’automobile per la campagna elettorale agli albori dell’emancipazione femminile e, arrivando ai giorni nostri, la presenza femminile nei vertici delle grandi case automobilistiche e perfino nei box della Formula 1.

Un racconto che vuole essere, come spiegano i promotori, un omaggio alle donne ma soprattutto uninvito alle nuove generazioni a superare stereotipi ancora diffusi. Perché, come suggerisce il titolo stesso della mostra, il mondo dei motori non è – e non è mai stato – soltanto un affare maschile.


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