Donna con il burqa, cartello stradale bruciato di nuovo. Il sindaco di Jesi: «Attacco alla democrazia»

JESI È stata nuovamente incendiata, con tutta probabilità nella notte tra sabato e domenica, la sagoma della campagna per la sicurezza stradale “Vai Piano”, collocata davanti alla scuola Monte Tabor. L’immagine, raffigurante una donna con passeggino e il messaggio “La strada è di tutti”, è andata in gran parte distrutta dalle fiamme. Si tratta del secondo episodio in pochi mesi: già lo scorso settembre uno stendardo analogo, installato in via XX Luglio, era stato danneggiato nello stesso modo.
Allora il gesto aveva scatenato accese polemiche: molti avevano interpretato la figura come una donna con il burqa, alimentando discussioni arrivate anche sulle cronache nazionali.
Il sindaco Lorenzo Fiordelmondo era intervenuto per chiarire l’equivoco, mostrando in un video ufficiale l’immagine originale a colori e spiegando che si trattava di una donna con cappotto e capelli lunghi, simbolo universale di attenzione e rispetto per chi attraversa la strada «ci fa molto piacere che possa essere stata scambiata per una donna di un’altra provenienza etnica perché è questa l’universalità alla quale vogliamo sia affidata la nostra campagna di sicurezza stradale» aveva detto.
Il cartello era stato sostituito, ma è stato bruciato di nuovo. «Condanno con fermezza questo secondo, ignobile atto vandalico – ha scritto il sindaco in un post –. È un gesto che ora assume i tratti di un attacco premeditato ai valori democratici della nostra città. Non intimidite nessuno». Anche l’assessore Samuele Animali ha espresso sdegno per l’accaduto: «Non è più solo vandalismo, ma una vera e propria sfida, in qualche modo alimentata dalle polemiche di settembre scorso e chiama in causa il senso civico dei cittadini. In attesa di individuare i responsabili – ha aggiunto – la città risponda in maniera chiara ed univoca, isolando gli autori e chi li istiga».




