Domenica delle Palme in Umbria, Maffeis: «Potenti disprezzano dignità dei popoli»

Celebrata nelle cattedrali umbre la Domenica delle Palme. L’arcivescovo Ivan Maffeis a Perugia nell’omelia: «Il mondo invecchia nelle rughe della violenza e della guerra, nell’arroganza ostentata dai potenti». Non manca il riferimento al caso Pierbattista Pizzaballa: nella martoriata Terra Santa, infatti, domenica è stato impedito al cardinale Patriarca dei Latini e al Custode, padre Francesco Ielpo, l’ingresso nella chiesa del Santo Sepolcro, non potendo così celebrarvi l’Eucaristia il giorno della Domenica delle Palme, l’inizio della Settimana Santa, il “cuore” della fede cristiana.
Perugia L’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Ivan Maffeis, nella sua omelia della celebrazione della Domenica delle Palme, in una gremita cattedrale di San Lorenzo, ha parlato della «logica che attraversa questo mondo, che di giorno in giorno invecchia nelle rughe della violenza e della guerra, nell’arroganza ostentata dai potenti, nel loro disprezzo per la dignità delle persone e dei popoli, nella cupidigia insaziabile di beni materiali, di privilegi e persino di una vita senza fine». Avviandosi alla conclusione, ha evidenziato che «la Settimana Santa non è un tempo di lutto, ma di silenziosa meditazione della grandezza dell’amore che ci ha raggiunti nella Pasqua di Gesù Cristo, nostro Signore… In Lui può iniziare per tutti noi una vita nuova, un’eterna primavera».
Soddu A Terni, il vescovo Francesco Antonio Soddu con il rito della benedizione dei rami d’ulivo sul sagrato della chiesa di Santa Croce e la lettura del brano del Vangelo dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, ha ricordato come la Pasqua sia «il segno di una vita nuova per noi e per tutto il mondo, in cui si è resi partecipi del mistero della croce per aver parte alla resurrezione e alla vita eterna». Rivolgendosi poi ai tanti ragazzi presenti, il vescovo Soddu ha sottolineato l’importanza di essere vicini a Gesù: «Per comprendere ciò che Dio ci vuol dire dobbiamo e leggere e conoscere la Parola di Dio, aprirci all’incontro con Gesù, essere suoi discepoli. Noi dobbiamo essere la presenza di Dio nel mondo, nella solidarietà e nell’amore per gli altri, essere umili e misericordiosi. Nella Settimana Santa siamo chiamati a intraprendere un più vigoroso cammino per essere germi viventi di quella luce nuova della risurrezione, che da noi si riverbera in tutto il mondo a cominciare dalle persone che abbiamo vicino».
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