Dobbiamo parlare di consenso ai concerti
Per guardare al nostro Paese, basta pensare al caso della giovane molestata durante il concerto del Primo Maggio di Roma 2025. In proposito Cgil, Cisl e Uil avevano diffuso un comunicato congiunto: «Questo episodio dimostra, ancora una volta, quanto sia urgente e necessario un investimento culturale profondo, che parta dall’educazione al rispetto e all’affettività nelle scuole, per contrastare quella cultura patriarcale che oggettivizza il corpo femminile e legittima, anche solo implicitamente, comportamenti lesivi della dignità delle donne. Alle Istituzioni chiediamo impegni concreti: servono politiche educative, sociali e di prevenzione». Questo non significa che i concerti, i festival o gli eventi siano luoghi poco sicuri, ma che la strada verso l’educazione al consenso è ancora molta.
Il caso di Elodie e di Mario, due facce della stessa medaglia
Tronando agli artisti, nelle ultime ore ha fatto molto discutere il caso di Elodie che, impegnata nella data di Messina del tour nei Palasport, ha afferrato il telefono di un giornalista che la stava riprendendo da molto vicino durante la performance di “Black Nirvana”. Il giornalista ha spiegato il suo punto di vista per MessinaToday, che si potrebbe riassumere con un «stavo solo facendo il mio lavoro». D’altra parte però, il gesto di Elodie è stato semplicemente la reazione a un disagio a cui è sottoposta costantemente: solo pochi giorni fa, la cantante era stata palpeggiata da un fan durante un firmacopie a Firenze. Come artista e come donna, Elodie cerca rispetto da parte del pubblico che deve passare, anche, dalla giusta distanza.
Un discorso simile vale per un altro episodio che ha fatto il giro dei media: durante il suo concerto del 22 novembre a Detroit, Mario (Mario Dewar Barrett) si è avvicinato al pubblico e, come mostra un video TikTok diventato virale, una fan ha cominciato a palparlo. Il cantante, visibilmente infastidito, ha chiesto più volte alla donna di smettere. Oltre alla violenza subita sabato, ad ottobre, Mario era stato protagonista di un’altra controversia: durante un live a Fresno aveva intimato a un cameramen, scambiandolo per un fan, di scendere dal palco. Solo successivamente, quando si è accorto dell’accaduto, ha affidato ai social le sue scuse: «Un cameraman non dovrebbe stare così in fondo al palco, a meno che non sia con te e ti stia riprendendo da così vicino per un motivo. Può davvero destabilizzarti. In mezzo a tutto questo, mentre camminavo dietro le quinte, mi sono innervosito ed è stato allora che mi sono detto: ‘Ehi, devi andartene dal palco’. […] Ecco perché la maggior parte del tempo me ne sto fuori dai giochi. Non voglio che un incidente cancelli il lavoro che ho fatto».
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