Dna dei cani, scatta il conto alla rovescia per le multe – Cronaca
BOLZANO. È iniziato il conto alla rovescia per mettere la parola fine alla tanto discussa legge sulla profilazione genetica dei cani. Sfumata la possibilità di una revisione o, addirittura, di una marcia indietro sulla legge stessa, l’obbligo di sottoporre il proprio cane all’esame del Dna ha resistito.
A meno di un colpo di reni della Provincia all’ultimo momento, a gennaio potrebbero partire le sanzioni. Il condizionale, però, è d’obbligo, perché nessuno ancora si sbilancia. Ancora ieri, alla richiesta di informazioni, l’assessorato provinciale per l’Agricoltura, Foreste e Turismo ha risposto con un asettico «al momento nessuno prende una posizione».
I termini per mettersi in regola, quindi, scadranno con il countdown di Capodanno e, dal primo gennaio, l’Aziendasanitaria potrà cominciare a prendere i primi provvedimenti. Questo, però, non sembra spaventare nessuno: davanti agli ambulatori veterinari non si registrano file di persone e cani che corrono a fare l’esame. Al momento, stando come stanno le cose, con l’inizio del nuovo anno, chi non ha sottoposto il proprio cane alla profilazione genetica prevista dalla legge provinciale «Interventi per la protezione degli animali e prevenzione del randagismo», sarà passibile di una sanzione che potrà variare dai 292 euro ai 1.048 euro.
Come e chi farà le verifiche
Un accertamento che non verrà effettuato per strada o nelle aree verdi dove i cani vengono portati a passeggio, ma che avverrà automaticamente, in modo documentale. Esiste una anagrafe canina provinciale a cui sono iscritti 38.136 cani (6.860 soltanto a Bolzano) e tra questi, circa 11.500 fanno parte della lista di chi ha sottoposto il proprio animale al censimento biologico. Restano quindi circa 27mila proprietari “renitenti”. Sono questi ultimi a rischiare la sanzione e non ci sarà bisogno di cercarli, percé l’autorità sanitaria è già in possesso della lista.
Cosa accadrà
Allora, come si procederà? «In maniera molto semplice – spiega Paolo Zambotto, direttore del Servizio veterinario provinciale, l’organo tecnico competente a verificare che siano rispettate le normative in materia di animali e sulla loro identificazione – L’azienda sanitaria nei primi giorni dell’anno comincerà ad inviare i primi verbali di contestazione. Si tratta di una sorta di ammonimento o diffida a mettersi in regola in un periodo di tempo che può andare dai 60 ai 90 giorni».
Chi decide di farlo, informa Zambotto, «non avrà più nulla da temere. Chi non lo farà dovrà invesce aspettarsi la sanzione che, tra l’altro, è difficile anche da appellare».
Come si effettua un test
«È un test assolutamente indolore – spiega Klaus Gunther Friedrich, direttore del canile sanitario Sill – I cani adulti vengono sottoposti a due tamponi orali. Non devono avere mangiato da almeno sei o sette ore, perché potrebbero avere in bocca residui di carne che rischierebbe di invalidare l’esame. Ai cuccioli che vivono ancora in gruppo invece viene effettuato un prelievo, perché, giocando tra loro, è facile che mischino la saliva e invalidino così il test».
Quanto costa il test
Dietro prenotazione il test può essere effettuato anche al canile sanitario Sill al costo calmierato di 65 euro. Per gli ultra 70enni, che godono delle esenzioni sanitarie, l’esame è gratuito. Rivolgersi invece a un veterinario privato costa in media 110 euro.
I veterinari
Il presidente dell’Ordine dei veterinari Franz Hintner spera ancora in un intervento della Provincia. «Mi auguro – dice – che i politici siano in grado di cambiare qualcosa, perché questo sistema appariva già sbagliato fin dall’inizio». Hintner si dice preoccupato anche per un’eventuale corsa all’ultimo. «I veterinari non potranno occuparsi soltanto degli esami del dna, ma hanno anche altre cose da fare».




