Dl Bollette, Ebs: “Biomasse solide infrastruttura strategica, non un costo da tagliare”

A pochi giorni dal Consiglio dei ministri chiamato a definire il testo finale del Dl Bollette, l’associazione Energia da biomasse solide (Ebs) esprime forte preoccupazione per le misure contenute nell’ultima bozza circolata. Secondo l’associazione, nonostante le rassicurazioni del governo sulla tutela del settore, il provvedimento rischia di colpire una delle fonti rinnovabili programmabili più stabili del mix energetico nazionale.
Nel mirino, in particolare, la prevista riduzione dei Prezzi minimi garantiti (Pmg), il meccanismo introdotto dal d.lgs. 28/2011 per coprire i costi minimi di esercizio degli impianti senza generare sovracompensazioni. “Eravamo fiduciosi in un ripensamento sostanziale dopo gli impegni presi dal governo ma la nuova bozza prospetta uno scenario ancora critico per l’industria delle bioenergie con filiera italiana”, afferma Andrea Bigai, presidente di Ebs, associazione che rappresenta i principali produttori industriali di energia elettrica da biomasse solide, con 17 impianti superiori a 5 MWe distribuiti sul territorio nazionale e una produzione complessiva di circa 1,7 TWh l’anno.
Per l’associazione, intervenire sui Pmg “in modo affrettato e senza confronto tecnico” rischia di compromettere un comparto che garantisce produzione elettrica costante e programmabile per oltre 8.000 ore l’anno, contribuendo alla stabilità del sistema in un contesto in cui le rinnovabili non programmabili, come eolico e fotovoltaico, richiedono servizi di integrazione continua. Nel 2025 la quota di energia rinnovabile consumata in Italia ha raggiunto il 41,1% secondo Terna, e – sottolinea Ebs – la presenza di fonti programmabili resta essenziale per la sicurezza della rete.
Le biomasse solide, evidenzia l’associazione, utilizzano per oltre il 90% materia prima nazionale e sostengono una filiera che coinvolge agricoltura, forestazione, industria e logistica, con circa 5.000 addetti diretti e indiretti. “Colpire questo indotto significa rinunciare a gettito fiscale, mettere a rischio imprese spesso localizzate in aree interne e aumentare i costi di gestione dei residui agricoli e forestali”, osserva Bigai.
Secondo Ebs, il settore contribuisce anche alla manutenzione del patrimonio forestale e alla prevenzione di incendi e dissesto idrogeologico, in linea con gli obblighi di sostenibilità introdotti dalle direttive europee Red II e Red III, che hanno richiesto investimenti significativi per certificare l’intera filiera.
Le associazioni di categoria e i sindacati del comparto energetico condividono le preoccupazioni, ritenendo che i benefici economici per gli utenti finali sarebbero limitati rispetto ai possibili effetti negativi su occupazione e investimenti. “Il Dl Bollette è un passaggio cruciale – conclude Bigai –. Colpire le rinnovabili programmabili sarebbe un errore strategico. Le biomasse solide sono parte della soluzione per competitività, sicurezza energetica e transizione”.
Ebs rappresenta i principali produttori industriali di energia elettrica da biomasse solide, con 17 impianti superiori a 5 MWe distribuiti sul territorio nazionale e una produzione complessiva di circa 1,7 TWh l’anno.
Source link




