Distrugge la vetrina di uno studio a Jesi, schianto e fuga: è caccia al pirata
JESI Chiusura d’anno col botto, non inteso come festeggiamento, bensì con un vero e proprio incidente che ha distrutto la vetrina di uno studio professionale in via Garibaldi. E’ successo nella notte di San Silvestro, presumibilmente dopo l’l,30. Un’auto di piccola cilindrata, di colore bianco, è finita sul marciapiedi di via Garibaldi andando a urtare, distruggendola, una delle vetrine dello studio dell’ingegner Leonardo Leoni, in via Garibaldi 21/B. Utilitaria piccola e bianca, dettagli riconducibili alle parti meccaniche e ai rottami persi dal mezzo nell’impatto.
Lo scontro
Non è chiaro se l’auto scendesse da via Bersaglieri o da via Garibaldi, fatto sta che il conducente ne ha perso il controllo sfondando una delle vetrine dello studio.
Ingenti i danni. L’ingegnere, che si trovava fuori città, è stato avvisato di notte. Ma chi ha procurato il danno si è dileguato senza farsi vivo, né con un biglietto né con un qualsiasi gesto di civiltà per assumersi la responsabilità del risarcimento, che dovrebbe essere comunque coperto dall’assicurazione del veicolo.
«Chiedo il vostro aiuto per rintracciare il pirata che nella serata del 31 dicembre, in mia assenza, ha distrutto una delle vetrine del mio studio in via Garibaldi 21/B a Jesi e poi è scappato – ha lanciato il suo appello sui social il professionista – il mezzo è bianco e dai rottami dovrebbe essere un’auto di piccola cilindrata con danni anche meccanici avendo perso dei liquidi. Considerando il danno cagionato, non riesco a comprendere il suo comportamento essendo, come immagino, la sua auto assicurata. Vi chiedo di diffondere il più possibile questo appello sperando che possa giungere indirettamente al responsabile che faccia un passo per rimediare questa situazione contattandomi e denunciando il sinistro alla sua assicurazione».
Il conducente dell’auto pirata potrebbe averne perso il controllo per un colpo di sonno o perché sotto l’effetto dell’alcol, e questo potrebbe essere il motivo della fuga proprio per non incorrere nelle sanzioni di una guida in stato di ebbrezza. Intanto l’ingegnere, che ieri mattina ha sporto denuncia ai carabinieri, aggiunge che «farò in modo di rendere impossibile la riparazione della sua auto presso le officine e carrozzerie della zona diffidandole dall’effettuare riparazioni».




