Dissesto degli enti locali, la Corte Costituzionale chiamata a decidere sulla norma dell’incandidabilità
C’è grande attesa per la decisione della Corte Costituzionale sulla legittimità dell’articolo 248 del Testo Unico degli Enti Locali, norma che prevede l’incandidabilità per 10 anni degli amministratori ritenuti responsabili del dissesto finanziario di un ente.
Nel corso dell’udienza dell’11 marzo, i giudici costituzionali si sono riservati la decisione dopo un ampio confronto tra le parti. Al centro del dibattito, la compatibilità della norma con i principi costituzionali, in particolare in relazione al diritto di elettorato passivo.
A sostenere l’illegittimità della disposizione sono stati gli avvocati Oreste Morcavallo e Carmelo Salerno, difensori di alcuni amministratori dei Comuni di Cosenza e Belvedere Marittimo. I legali hanno contestato la rigidità della norma, che prevede una sanzione automatica e uniforme senza distinguere tra i diversi livelli di responsabilità. Di diverso avviso l’Avvocatura Generale dello Stato, intervenuta in giudizio chiedendo il rigetto della questione di legittimità costituzionale.
La vicenda trae origine da un procedimento davanti alla Corte dei Conti – sezione Calabria, che aveva accolto le istanze dei difensori (tra cui anche l’avvocato Callipo) sollevando la questione e rimettendo gli atti alla Consulta con apposita ordinanza motivata. La decisione è attesa con particolare interesse da amministratori locali di tutta Italia, poiché potrebbe avere effetti rilevanti sulla disciplina del dissesto finanziario degli enti e sulle conseguenze per sindaci e amministratori.
Una norma “palesemente in contrasto con i principi costituzionali”
Secondo l’avvocato Morcavallo, la norma sarebbe “palesemente in contrasto con i principi costituzionali”, in quanto prevede l’incandidabilità in modo automatico e senza una graduazione della sanzione, comprimendo il diritto di elettorato passivo e violando il principio di proporzionalità.
Ora la parola passa alla Corte Costituzionale, chiamata a chiarire un punto cruciale per il sistema degli enti locali italiani.
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