Abruzzo

Disordini nel carcere di Vasto dopo la morte di un detenuto


Gravi disordini segnalati nelle ultime ore all’interno della casa circondariale di Vasto dove un gruppo di detenuti starebbe protestando dopo il decesso, avvenuto la scorsa notte, di un detenuto – il secondo in meno di una settimana – e alcuni agenti di polizia penitenziaria, per mantenere l’ordine e la sicurezza, sarebbero rimasti feriti. A renderlo noto è il sindacato Uilpa.

 “Nella notte – riferisce Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria – un internato è morto nella sua branda della casa di lavoro di Vasto per apparenti cause naturali. Tuttavia, si tratta del secondo decesso, in meno di una settimana, il precedente sabato scorso, quando un ristretto è morto anch’egli, sembrerebbe, per cause naturali. Questo però avrebbe innescato le violenti proteste di un gruppo di internati, pare su due piani della struttura, con notevoli difficoltà per la polizia penitenziaria, fra cui si registrerebbero dei contusi, per mantenere l’ordine e la sicurezza. Agenti liberi dal servizio sono stati richiamati e altri rinforzi stanno accorrendo da altre sedi penitenziarie, mentre l’istituto è presidiato all’esterno anche dalle altre forze dell’ordine. Non c’è pace, non c’è sicurezza, ma non vi è neppure dignità detentiva per i reclusi e lavorativa per gli operatori nelle carceri, in emergenza sempre più profonda ed evidente”. 

Per il sindacato, sebbene a Vasto non si registri sulla carta sovraffollamento, l’organico è sotto del 53% (67 agenti assegnati quando ne necessiterebbero 143).  “Nell’auspicio che i disordini a Vasto possano presto rientrare senza gravi conseguenze, noi lo ribadiamo, servono immediati e concreti provvedimenti per deflazionare la densità detentiva, potenziare gli organici della polizia penitenziaria e delle altre figure professionali, ammodernare le strutture, che in attesa dei fantomatici moduli prefabbricati continuano a sgretolarsi, implementare le tecnologie e gli equipaggiamenti, garantire l’assistenza sanitaria e avviare riforme complessive. In mancanza –  conclude De Fazio – la crisi sarà sempre più profonda”.


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