Discarica abusiva e terreni occupati: aziende gestivano illecitamente rifiuti
Il Tribunale di Trani ha reso definitive le confische per circa 550 mila euro nei confronti di due società della provincia di Barletta-Andria-Trani, attive nel settore del recupero rifiuti. L’operazione, condotta dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Barletta, mette il sigillo a due distinte indagini sulla gestione abusiva di materiali speciali.
I due casi principali
La discarica abusiva di Barletta (Inerti e demolizioni)
Un’azienda di Barletta, operante nel settore del “recupero per il riciclaggio dei rifiuti solidi e biomasse”, autorizzata a stoccare 1.000 tonnellate di detriti da demolizione, ne aveva accumulate 22 volte tanto. È stata quindi creata una discarica abusiva su un’area di 40.000 mq (cinque volte superiore al consentito), occupando anche terreni comunali. I rifiuti venivano lasciati su terreni non impermeabilizzati, con il rischio che la pioggia trascinasse sostanze inquinanti nel sottosuolo. Ma oltre alla confisca dei profitti, nel 2023 era già stato sequestrato l’intero compendio aziendale.
Il “muro di vetro” a Trani (Rottami e vetri)
Un’impresa di Trani aveva gestito la raccolta e la frantumazione, ma non il recupero, di rottami vetrosi, peraltro impuri, in quantità doppia rispetto ai limiti di legge e all’autorizzazione di 6.650 tonnellate. I rifiuti erano stati accumulati fino a raggiungere un’altezza di 8,5 metri (il limite di sicurezza è 3 metri). Questo creava un reale pericolo di frana sulla vicina linea ferroviaria. Nel 2024 è scattato il sequestro dell’azienda e la confisca dei profitti illeciti.
Le sanzioni definitive
Al termine dei processi, conclusi con l’applicazione da parte del Tribunale di Trani di una pena applicata, su accordo tra le parti, per l’ipotesi di gestione non autorizzata di rifiuti, le somme già sequestrate durante le indagini sono state versate definitivamente allo Stato tramite il Fondo Unico Giustizia. Oltre alla confisca dei 550 mila euro, il Tribunale ha condannato le due società al pagamento di sanzioni amministrative per un totale di circa 43.000 euro.


