Discarica abusiva a Gregna Sant’Andrea: rifiuti scaricati nell’ombra. I cittadini: “vogliamo provvedimenti”
Materassi come lapidi tra le sterpaglie, frigoriferi sventrati abbandonati ai bordi della carreggiata, cumuli di calcinacci che crescono settimana dopo settimana.
Nel “triangolo” romano scampato al cemento, a ridosso del Grande Raccordo Anulare, l’inciviltà va in scena senza interruzione. E la pazienza dei residenti è finita.
I Comitati di Quartiere di Morena, Gregna Sant’Andrea, Campo Romano, Romanina, Tor di Mezzavia e Centroni parlano di emergenza permanente: via del Casale di Gregna e via Pietro Crostarosa sono diventate, denunciano, la meta preferita degli svuotacantine abusivi.
Furgoni che arrivano carichi e ripartono leggeri, soprattutto di notte, lasciandosi alle spalle un tappeto di rifiuti.
«Non è solo degrado, è uno sfregio a uno degli ultimi lembi di campagna rimasti», ripetono i cittadini, chiedendo una bonifica urgente e l’installazione di telecamere per fermare il fenomeno.
Il rebus della strada privata
Dal Municipio VII la risposta non si fa attendere. «La situazione è nota – spiega il presidente Francesco Laddaga – ma l’area è una strada privata, alle spalle dell’IKEA». Un dettaglio che complica gli interventi e, di fatto, rende il sito una zona grigia dove è più facile scaricare illegalmente.
Nonostante il nodo delle competenze, dal Municipio assicurano di aver chiesto ad AMA una bonifica straordinaria. Un primo passo per rimuovere tonnellate di rifiuti e restituire un minimo di decoro.
L’unica soluzione possibile
Ma la vera svolta potrebbe arrivare dalla tecnologia. Il piano è installare fototrappole e telecamere ai varchi pubblici di accesso – in particolare su via Anagnina e via Lucrezia Romana – per intercettare i mezzi sospetti. Non potendo agire direttamente sulla strada privata, l’idea è blindarne il perimetro.
Chi entra con un furgone carico e ne esce vuoto potrebbe essere immortalato e sanzionato. Un messaggio chiaro agli “zozzoni” seriali che hanno trasformato un’area verde in una discarica diffusa.
Una battaglia che vale doppio
Qui non c’è solo il tema del decoro urbano. C’è la difesa di uno degli ultimi spazi sopravvissuti all’espansione edilizia del quadrante est della città.
Un ecosistema fragile, dove l’abbandono di elettrodomestici e materiali edili rischia di contaminare il suolo.
La bonifica, se arriverà, sarà l’inizio. Ma per i residenti la partita vera è fermare il flusso continuo di rifiuti. Perché ogni materasso rimosso, se non si spezza il meccanismo, rischia di essere sostituito la notte successiva.
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