Società

Disagio giovanile, Gelmini: “Per crescere un ragazzo non basta un algoritmo. Serve una comunità”. In arrivo 6,5 milioni annui e 6 per il 2028 agli oratori

Durante l’evento fiorentino intitolato ‘Chi cresce i nostri figli? Social, algoritmi e legami educativi’, la senatrice di Noi Moderati Mariastella Gelmini ha delineato una precisa strategia di intervento.

Come riportato in un recente dispaccio dell’agenzia ANSA, il fulcro del ragionamento politico ruota attorno al recupero dei legami umani e al supporto concreto agli spazi di aggregazione.

Il valore insostituibile del contatto umano

La rappresentante istituzionale ha spiegato, attraverso un’attenta analisi, come la sola tecnologia e i freddi calcoli matematici della rete risultino del tutto insufficienti per accompagnare i ragazzi nel loro delicato percorso di maturazione. Al contrario, si avverte l’urgenza di ricostituire un saldo patto educativo che unisca le aule scolastiche alle mura domestiche, creando una rete di protezione reale.

A tal proposito, le parole di Gelmini sono state: “i giovani hanno bisogno di guardarsi negli occhi. Solo così si sperimenta la vita. L’assenza di questi elementi fa crescere, invece, emarginazione e disagio”.

Risorse economiche per l’aggregazione pomeridiana

Affrontando le difficoltà psicologiche e sociali vissute dalle nuove generazioni, la senatrice ha chiarito che limitarsi a vietare l’uso dei dispositivi elettronici è una strada parziale; occorrono, piuttosto, senso di responsabilità e una visione d’insieme per guidare gli studenti verso una navigazione consapevole. In questo quadro, assumono un valore inestimabile i luoghi che accolgono i ragazzi al di fuori dell’orario di lezione.

Proprio in merito al rilancio degli oratori, la parlamentare ha ricordato il recente stanziamento economico ottenuto grazie a una specifica iniziativa del suo gruppo politico. La manovra finanziaria garantisce infatti 6,5 milioni di euro all’anno per il biennio in corso, risorse a cui si aggiungeranno ulteriori 6 milioni destinati al 2028 per sostenere queste importanti realtà territoriali.

Una proposta di legge per l’ecosistema formativo

Cercare un unico colpevole per le fragilità giovanili, puntando il dito esclusivamente contro i genitori o contro il corpo docente, è quanto mai riduttivo. Secondo l’esponente di Noi Moderati, la soluzione richiede il coinvolgimento di un’ampia pluralità di soggetti sociali, motivo per cui è essenziale attivare tutte le energie del Paese: “La vera sfida è ricostruire le comunità educanti, per questo ho presentato un disegno di legge al Senato. Perché la crescita di un minore riguarda un intero ecosistema: istituzioni, associazioni, sport, cultura, parrocchie, terzo settore, mondo dell’informazione e piattaforme social. È una responsabilità collettiva”.


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