Umbria

Diritti umani, l’impegno dell’Umbria a tutela delle donne vittime di violenza nei contesti di guerra


Un atto che “impegna la Giunta a rafforzare le iniziative della Regione Umbria nel campo della cooperazione internazionale e della promozione dei diritti umani, con particolare attenzione ai programmi rivolti alla tutela delle donne vittime di violenza nei contesti di guerra”.

L’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con undici voti favorevoli e cinque astenuti la mozione presentata dalle consigliere regionali Maria Grazia Proietti, prima firmataria dell’atto e
Letizia Michelini sulla promozione di iniziative a sostegno della pace e della tutela delle donne che vivono in contesti conflittuali.

Iniziative, percorsi di supporto e assistenza: le linee definite dall’atto

La mozione, approvata a maggioranza, mira a promuovere, in collaborazione con
enti locali, università e organizzazioni del terzo settore, iniziative di informazione e sensibilizzazione sul tema delle violenze di genere nei conflitti armati e sul ruolo delle donne nei processi di
pace, oltre che a favorire, nell’ambito delle politiche regionali di accoglienza e integrazione, percorsi di supporto e assistenza per donne rifugiate provenienti da contesti di guerra, con particolare attenzione all’accesso ai servizi sanitari e psicologici. Oltre a questo, l’atto impegna la giunta a “rappresentare nelle sedi istituzionali competenti, inclusa la Conferenza delle Regioni, l’esigenza che il Governo italiano e l’Unione europea rafforzino l’impegno diplomatico per la cessazione dei conflitti in corso e per la protezione dei diritti delle donne nei contesti di guerra”. 

Proietti: “L’Umbria ha una tradizione di impegno nei programmi di cooperazione internazionale”

“La Regione Umbria ha una tradizione di impegno nei programmi di cooperazione internazionale e
nelle iniziative di promozione dei diritti umani e della pace, anche grazie al patrimonio culturale e spirituale rappresentato da San Francesco e dalle iniziative civili e istituzionali promosse nel
territorio” è quanto affermato dalla consigliera regionale che, in merito all’impegno delle istituzioni, specifica che queste “Possono contribuire a mantenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica
sui diritti delle donne nei conflitti armati, promuovendo iniziative culturali, di cooperazione e di sensibilizzazione”.

Sull’importanza di favorire iniziative a sostegno della pace e a tutela delle donne vittime di violenza Proietti ha riportato alcuni dati sui conflitti internazionali: “Secondo i dati delle Nazioni Unite circa il 70 per cento delle persone sfollate nei conflitti armati è costituito da donne e bambini, mentre in molti contesti di guerra le donne risultano esposte a livelli molto elevati di violenza di genere, con gravi
conseguenze sulla salute fisica e psicologica”. 


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