«Diritti contrattuali e dignità del lavoro»

Ieri mattina, 18 marzo, davanti al Palazzo del Bo’, sede dell’Università di Padova, le lavoratrici e i lavoratori di Euro&Promos FM Spa, l’azienda che gestisce i servizi di supporto nelle aule e nelle biblioteche per l’Ateneo, sono tornati a manifestare la loro esasperazione, dopo un primo stato di agitazione del dicembre del 2024, riuscendo ad ottenere allora un miglioramento delle loro condizioni che però non ha retto alla prova del tempo. Da qui, il ritorno allo stato di agitazione. Una protesta simbolica, quella di ieri, segnata dall’uso di maschere bianche per denunciare una condizione di “invisibilità” contrattuale e proteggere chi, essendo precario, teme ritorsioni. Inizialmente la mobilitazione prevedeva la proclamazione dello sciopero, ma l’azienda ha interpellato la Commissione di Garanzia. Per questo motivo la Filcams Cgil Padova, a tutela del personale e non avendo il tempo materiale di discuterne nel merito, ha deciso di sospendere l’astensione dal lavoro mantenendo però il presidio. Si tratta di una questione che il sindacato intende approfondire nelle sedi opportune, per salvaguardare non solo i diritti delle lavoratrici e lavoratori, ma la stessa agibilità del diritto di sciopero.
«Una vicenda – ha dichiarato Marquidas Moccia della Filcams Cgil che da tempo segue queste lavoratrici e lavoratori – che purtroppo ci vede fare passi indietro rispetto ai risultati ottenuti con la vertenza del 2024. Se allora eravamo riusciti a ottenere percorsi di stabilizzazione, oggi assistiamo a una riduzione delle ore contrattualizzate a favore di un uso massiccio di tempi determinati e contratti a chiamata. Parliamo di circa trenta persone, spesso studenti o laureati, che garantiscono il funzionamento dell’Università ma vivono con stipendi che oscillano tra i 400 e i mille euro, a seconda delle ore supplementari che l’azienda decide, unilateralmente, di assegnare».
La scelta delle maschere durante il presidio serve a sottolineare il paradosso di chi è essenziale per l’apertura di aule e biblioteche ma resta privo di certezze. «Le maschere rappresentano il volto di chi non viene visto – ha proseguito Marquidas Moccia – ma sono anche uno scudo per i tanti colleghi che hanno paura di esporsi perché il loro contratto scade tra poche settimane. Non è accettabile che in un contesto come quello universitario si lavori in queste condizioni di ricattabilità. Chiediamo che Euro&Promos trasformi questi contratti precari in rapporti di lavoro stabili e dignitosi, con un monte ore che permetta di arrivare dignitosamente alla fine del mese».
La Filcams Cgil chiama in causa direttamente l’Università di Padova come ente committente. «L’Ateneo è stato informato tempestivamente – ha concluso la funzionaria Filcams – perché chi affida un servizio ha il dovere etico e legale di vigilare sulla qualità del lavoro di chi lo esegue. Chiediamo che l’Università intervenga con fermezza sull’azienda e che si apra un confronto serio sulla gestione dei prossimi appalti, sempre più diffusi anche in questo contesto, affinché la qualità del lavoro non sia solo una parola sulla carta, ma un impegno concreto per la dignità di chi lavora».
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