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Diretta | Sangue nelle strade in Iran: almeno 2 mila morti. Cresce la pressione sul regime

La repressione in Iran avrebbe raggiunto livelli senza precedenti mentre le proteste entrano nella terza settimana. Secondo Iran International, nelle ultime 48 ore il regime avrebbe ucciso almeno 2.000 persone, in un contesto segnato da blackout totale di internet e comunicazioni interrotte.

Nonostante la violenza, le manifestazioni proseguono in diverse città, con slogan contro la Repubblica islamica e richieste di rovesciamento delle autorità religiose. Teheran minaccia la pena di morte per i manifestanti, mentre dagli Stati Uniti arrivano avvertimenti e aperture a un possibile sostegno.


Netblocks: “In Iran prosegue il blackout di internet”

Il blocco di internet in Iran, imposto a seguito delle proteste contro il governo rimane in vigore e dura ormai da oltre 60 ore: lo stima Netblocks. “La misura di censura rappresenta una minaccia diretta alla sicurezza e al benessere degli iraniani in un momento chiave per il futuro del Paese”, scrive il monitor su X, aggiungendo che il blackout “ha ormai superato le 60 ore”.




Media: “Israele in massima allerta per possibile intervento Usa in Iran”

Israele è in stato di massima allerta per la possibilità di un intervento degli Stati Uniti in Iran, dove divampano le proteste antigovernative: lo scrive Reuters online, citando tre fonti israeliane informate. Le fonti, presenti alle consultazioni sulla sicurezza israeliana nel fine settimana, non hanno fornito dettagli su cosa significhi concretamente la condizione di massima allerta di Israele. Ieri, il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno discusso della possibilità di un intervento statunitense in Iran, secondo una fonte israeliana presente alla conversazione.




Iran International: almeno 2000 morti uccisi nelle ulrime 48 ore

Il media con sede a Londra Iran International scrive che stime conservative indicano almeno 2000 morti uccisi nel corso della repressione del regime nelle ultime 48 ore. 




Nuova notte di protesta, manifestazioni vanno avanti da due settimane

Nonostante la repressione le proteste che sfidano il regime iraniano raggiungono il traguardo delle due settimane. Con Internet fuori uso in Iran e le linee telefoniche interrotte, è diventato più difficile avere notizie dirette delle manifestazioni dall’estero. Tuttavia, secondo l’agenzia Human Rights Activists News Agency, il bilancio delle vittime è salito a 116. Il leader supremo Ayatollah Ali Khamenei ha parlato di un imminente giro di vite, nonostante gli avvertimenti degli Stati Uniti. Teheran ha intensificato le minacce, con il procuratore generale iraniano Mohammad Movahedi Azad che ieri ha avvertito che chiunque partecipi alle proteste sarà considerato un “nemico di Dio”, un reato punibile con la pena di morte.




Notte di proteste in Iran, prosegue il blackout di internet

Nella notte di sabato, gli slogan antigovernativi hanno riempito le strade della capitale iraniana Teheran, mentre i manifestanti incitavano al più grande movimento contro la repubblica islamica degli ultimi tre anni, nonostante una repressione forte sotto la copertura di un blackout di Internet, secondo quanto riporta Afp. L’Iran ha attribuito agli Stati Uniti la responsabilità delle manifestazioni scoppiate due settimane fa nella capitale a causa delle difficoltà economiche e da allora alimentate in tutto il paese con richieste di estromissione delle autorità religiose. I gruppi per i diritti umani hanno segnalato decine di morti e, sabato, hanno espresso preoccupazione per l’intensificazione della repressione da parte delle autorità. Poche informazioni filtrano dopo il blocco di Internet, con i monitor NetBlocks che mostrano una connettività praticamente nulla da giovedì. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che il suo Paese era “pronto ad aiutare” il movimento, dopo aver avvertito che l’Iran era in “grossi guai” per i suoi sforzi nel reprimere le proteste.




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