Dimensionamento scolastico. Progetto per Nuoro: “Un colpo di mano inaccettabile”
NUORO – Una scure si abbatte sul sistema scolastico del centro Sardegna. Con un provvedimento che Lisetta Bidoni, esponente di Progetto per Nuoro, definisce un “colpo di mano inqualificabile”, il governo ha decretato la soppressione di nove autonomie scolastiche nell’isola. Il taglio colpisce con particolare durezza il cuore della regione: tre autonomie cancellate in provincia di Nuoro e due in Ogliastra.
La critica mossa dal movimento civico è netta: il dimensionamento della rete scolastica sarebbe stato deciso basandosi su criteri puramente numerici, legati esclusivamente alla popolazione scolastica e alla dotazione organica dei dirigenti. Secondo Progetto per Nuoro, il governo Meloni, agendo tramite il commissario in Sardegna, avrebbe ignorato le argomentazioni degli amministratori locali che da tempo denunciano l’assurdità di tali parametri per territori complessi.
“Non si è tenuto conto della grave situazione socio-economico-culturale del territorio”, attacca Bidoni nella sua nota. Il declino economico, il calo demografico e lo spopolamento delle aree interne sono piaghe che, unite a un’elevata dispersione scolastica e a una rete di trasporti carente, rendono la scuola un presidio non solo educativo, ma civile. Per Progetto per Nuoro, le segreterie e la presenza fisica dei dirigenti scolastici rappresentano la risposta necessaria di uno Stato democratico alle aree marginali. L’esponente di Progetto per Nuoro esprime pieno sostegno ai sindaci e alle giunte locali che si sono rifiutati di procedere ai tagli. Un atto di resistenza contro scelte mirate esclusivamente al contenimento della spesa pubblica, che rischiano di impoverire ulteriormente il tessuto sociale. “Bene hanno fatto le amministrazioni a non rendersi complici di politiche non condivise”, sottolinea Bidoni.
La nota si conclude con una promessa di battaglia politica in ogni sede istituzionale. La scuola nuorese, secondo il movimento, necessita di investimenti strutturali e qualità, non di “tagli indiscriminati” che suonano come una condanna per lo sviluppo futuro delle giovani generazioni e dell’intero circondario.
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