“Difenderemo il progetto, serve dialogo vero”

LNEnergy replica al ricorso della Provincia di Chieti al Tar e del Comune di Bomba sul nuovo progetto di estrazione gas nel territorio. In una nota stampa, la società conferma di aver dato mandato ai propri legali «di adempiere tutto quanto necessario per dimostrare la inammissibilità, l’improcedibilità e dunque l’irricevibilità e l’ infondatezza nel merito del ricorso».
«Siamo forti delle posizioni tecniche che abbiamo espresso in tutte le sedi competenti – dichiara Francesco Di Luca, responsabile LNEnergy – e non ci tiriamo indietro rispetto ai meccanismi di ricorso. Difenderemo con determinazione le nostre posizioni, nella consapevolezza della solidità del progetto e della correttezza dell’iter seguito».
Tuttavia l’azienda esprime rammarico per un clima che rischia di trasformare un confronto tecnico in una contrapposizione ideologica e politica. «Spiace constatare – prosegue Di Luca – come spesso si scelga la strada del ricorso come estrema ratio, evitando percorsi di concertazione e dialogo preventivi e costanti nel tempo. Si fa ricorso e si pensa di aver fatto il proprio dovere a tutela delle comunità, ma i problemi restano. Tentare di bloccare o rallentare gli investimenti attraverso i ricorsi non equivale a risolvere le questioni sul tavolo».
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«Difenderemo la bontà tecnica del progetto in tutte le sedi opportune, dalla giustizia amministrativa al dialogo pubblico, passando per i tavoli di audizione tecnica delle amministrazioni – afferma la società – perché crediamo che il nostro progetto possa creare ricchezza per il territorio e perché ciò che intendiamo realizzare sarà fatto secondo i più rigorosi standard in termini di sicurezza e compatibilità ambientale. Colpisce però che ciò che nel 2007 veniva definito dalla stessa guida amministrativa – di ieri e di oggi – del Comune di Bomba come “una svolta, senza danni ambientali” e “un’occasione unica per il rilancio dell’economia”, oggi venga descritto in termini opposti. Le valutazioni tecniche di tre Ministeri della Repubblica Italiana parlano di compatibilità e sostenibilità. Per questo riteniamo che il confronto debba basarsi sui fatti e sulla coerenza delle scelte nel tempo, non su posizionamenti che cambiano a seconda del clima politico del momento».
Secondo LNEnergy, il tema centrale resta quello dello sviluppo responsabile del territorio. «Il gas è una risorsa economica che può generare valore e opportunità. Se un territorio è fragile, la risposta non è fermare tutto, ma metterlo in sicurezza con interventi strutturali e investimenti adeguati pubblico-privati. Non è con un ricorso, per poi rimettere tutto sotto il tappeto, che si tutela davvero una comunità».
Nel ribadire la propria disponibilità al dialogo con istituzioni e comunità locali, l’azienda sottolinea inoltre la mancanza di un reale confronto istituzionale. «Non abbiamo ricevuto richieste di audizione, né siamo stati coinvolti nei momenti di discussione pubblica. È stata convocata una Commissione “Territorio, Ambiente e Infrastrutture” della Regione Abruzzo senza che LNEnergy venisse chiamata a illustrare il progetto. Si organizzano assemblee pubbliche in cui si parla dell’iniziativa come se le società proponenti fossero il “male assoluto”, senza mai prevedere un contraddittorio. Non esiste un’idea di territorio che possa prescindere dal confronto con chi opera e investe. Un territorio si spopola e si depaupera quando si impedisce alle attività industriali ed economiche di nascere e crescere nel rigoroso rispetto delle norme e degli standard di sicurezza».
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