Diego, 14 anni, non dà notizie da sei giorni
La scomparsa di Diego Baroni, quattordicenne residente a San Giovanni Lupatoto, nel Veronese, continua a tenere con il fiato sospeso la famiglia e l’intera comunità locale. Da sei giorni non si hanno notizie certe del ragazzo, sparito la mattina di lunedì 12 gennaio dopo essere uscito di casa con l’intenzione, almeno apparente, di recarsi a scuola. Le indagini sono in corso e coinvolgono i carabinieri di Verona e Milano, ma al momento il caso resta avvolto da molti interrogativi.
La mattina della scomparsa Diego, studente di un istituto tecnico veronese, ha lasciato l’abitazione di famiglia a Pozzo di San Giovanni Lupatoto, nella prima cintura della città scaligera. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe dovuto raggiungere la scuola, situata a breve distanza dal centro di Verona. Tuttavia, il suo percorso si è interrotto alla stazione ferroviaria di Verona Porta Nuova. Qui il ragazzo è stato visto per l’ultima volta da due amiche, compagne delle scuole medie, con le quali avrebbe scambiato alcune parole prima di salutarle. In quell’occasione avrebbe fatto intendere che stava per prendere un treno diretto a Milano.
Da quel momento, di Diego si sono perse le tracce. La famiglia ha dato l’allarme già nelle ore successive, non vedendolo rientrare e non riuscendo a contattarlo. Il cellulare del ragazzo, infatti, risulta inattivo dalla stessa giornata di lunedì. Secondo gli inquirenti, il telefono potrebbe essere stato spento o impostato in modalità aereo, una scelta che consentirebbe comunque l’uso del dispositivo attraverso reti wifi, evitando però la localizzazione tramite celle telefoniche.
Nei giorni successivi alla scomparsa sono emersi alcuni elementi che hanno attirato l’attenzione degli investigatori. In particolare, sono stati registrati due agganci del telefono di Diego a un’antenna di telefonia mobile situata nel centro di Milano. Un dato che rafforza l’ipotesi che il ragazzo abbia effettivamente raggiunto il capoluogo lombardo. A questo si aggiungono alcune segnalazioni di presunti avvistamenti arrivate ai carabinieri di Milano, tra cui una riferita da un giornalista, informato a sua volta da un lettore. Segnalazioni che, al momento, non hanno però portato a riscontri concreti.
Un ulteriore elemento di interesse riguarda l’attività sui social network. A due giorni dalla scomparsa, sul profilo TikTok riconducibile al ragazzo sono comparsi un paio di video. Il contenuto dei filmati e le modalità di pubblicazione sono ora al vaglio degli investigatori, che cercano di capire se siano stati caricati direttamente da Diego o da terzi. Anche questo aspetto alimenta l’ipotesi di un allontanamento volontario, che al momento appare la pista privilegiata dagli inquirenti.
Le indagini sono coordinate dai carabinieri del Nucleo operativo di Verona, in collaborazione con i militari della stazione di San Giovanni Lupatoto e con i colleghi di Milano. Parallelamente, la Procura di Verona ha aperto un fascicolo d’indagine, al momento senza ipotesi di reato, con l’obiettivo di fare chiarezza sulla dinamica dei fatti e individuare eventuali responsabilità.
Gli investigatori stanno ascoltando familiari, amici e conoscenti del ragazzo per ricostruire il contesto e comprendere se vi fossero segnali premonitori di una possibile fuga. Dai primi riscontri, secondo quanto riferito anche dalla madre, in famiglia non risultano legami o contatti stabili di Diego a Milano, un elemento che rende più complessa l’attività di ricerca, mancando punti di riferimento certi nella città. Proprio per questo motivo, i carabinieri stanno monitorando attentamente anche la rete di amicizie del ragazzo nel Veronese, nella speranza di raccogliere dettagli utili sugli spostamenti o sulle intenzioni del giovane.
La descrizione fornita dalle forze dell’ordine parla di un ragazzo alto circa un metro e ottanta, con capelli castani corti. Al momento della scomparsa indossava un berretto di lana scuro, un giubbotto blu con cappuccio, pantaloni della tuta scuri e scarpe da ginnastica nere. L’appello diffuso dalla madre sui social network, in particolare su Facebook, è stato condiviso migliaia di volte e rilanciato anche da esponenti istituzionali, contribuendo a dare ampia visibilità al caso a livello regionale e nazionale.
Con il passare dei giorni cresce l’apprensione per le sorti del quattordicenne. La comunità di San Giovanni Lupatoto si è stretta attorno alla famiglia, manifestando solidarietà e partecipazione. Per la serata di domani è stata organizzata una camminata silenziosa e di preghiera, con ritrovo davanti al campo di calcio Battistoni. Il percorso, accompagnato dalle forze dell’ordine, si snoderà lungo via XXIV Maggio fino alla chiesa di Pozzo, dove è previsto un momento di raccoglimento guidato dal parroco.
L’iniziativa nasce con l’intento di mantenere alta l’attenzione sulla scomparsa di Diego e di esprimere vicinanza alla famiglia in questo momento di profonda angoscia. L’auspicio condiviso da istituzioni e cittadini è che il ragazzo possa fare ritorno a casa al più presto e che l’incontro si trasformi in un’occasione di sollievo e ringraziamento.
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