Dichiarazioni del Sovraintendente della Fenice di Venezia, lettera degli Orchestrali
In merito alle recenti dichiarazioni del Sindaco e del Sovrintendente, le Segreterie Regionali ritengono doveroso ristabilire alcuni punti di verità a tutela della dignità e della professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori del Teatro La Fenice.
Respingiamo con fermezza le accuse di “nonnismo” o di un presunto “pensiero unico” che imporrebbe la protesta. Parlare di una minoranza che trascina una maggioranza silenziosa significa offendere l’intelligenza e la libertà di centinaia di professionisti che, con il loro voto e la loro partecipazione, hanno sostenuto consapevolmente le mobilitazioni di questi mesi.
La nostra forza risiede nel pluralismo: una rappresentanza che unisce tutte le sigle sindacali è l’esatto contrario di un pensiero egemone; è espressione concreta di democrazia.
Accogliamo con favore il recente “dietrofront” sul welfare aziendale, ora annunciato come imminente dopo mesi di rinvii e di generiche promesse di “erogazione con calma”. Tuttavia, non accettiamo che un riconoscimento economico sotto forma di welfare, introdotto per attenuare le gravi ricadute economiche causate dal mancato rinnovo del CCNL per oltre vent’anni, venga oggi presentato come una concessione.
Se si sblocca quanto a novembre era stato congelato, ciò avviene grazie alla determinazione e alla coerenza dei lavoratori, non per generosità politica né per opportunità legate a scadenze elettorali.
Le dichiarazioni rese in Senato dal Sovrintendente Colabianchi sull’autonomia delle Fondazioni e sulla trasparenza dei ruoli contrastano con la realtà gestionale che viviamo quotidianamente. Non si può invocare “fiducia” e “fine della precarietà” a Roma, mentre a Venezia si consolida un accentramento decisionale che marginalizza competenze interne e riduce il cartellone a una vetrina di “campioni di visibilità”.
Un Teatro d’opera non è un’arena sportiva.
Segreterie regionali del Veneto di Cgil Slc, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Fials
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