Toscana

Di Margarito detto Margaritone














E’ 1262 quando viene stipulato un atto nel chiostro San Michele ad Arezzo e in quel contratto si
cita Margarito. E’ l’unico documento che abbiamo dell’esistenza in vita di Margaritone (come l’ha
poi chiamato Vasari nelle sue “Vite”, duecento anni dopo).
In verità abbiamo anche qualche sua opera firmata chiaramente. Si è trattato di una delle prime
volte che un pittore ha firmato, dando così dignità di opera d’arte ai suoi lavori. La serie dei San
Francesco (diverse copie nelle quali è ritratto in piedi con il saio) è firmata Margarito d’Arezzo,
anche se la mano che li ha realizzati non sembra essere sempre la stessa. Si osservino i due
esemplari del Museo d’Arte Medievale e Moderna di Arezzo e anche quello del Museo Civico di
Castiglion Fiorentino, per esempio.





Margaritone aveva quindi una bottega che produceva dipinti più o meno in serie, ma questo non
gli ha impedito di realizzare opere importanti per la sua epoca e non soltanto. Nel territorio
aretino ha lasciato uno dei suoi capolavori, quella Madonna in Trono col Bambino dove Maria
accarezza il piede di Gesù e rappresenta un passo avanti nell’umanizzazione dei personaggi prima
immobili e piatti (alla “greca”, come dice Vasari). Per chi la vuol osservare si trova al Museo d’Arte
Medievale e Moderna di Arezzo, accanto alle due copie aretine del San Francesco.
Sempre in città è visibile e visitabile un crocefisso ligneo conservato nella Pieve di santa Maria,
sulla parete di fondo della parte sinistra del transetto. Qualcuno sostiene che un tempo fosse
collocato sopra l’altare, al posto del polittico di Pietro Lorenzetti, altri dicono che fosse (più
probabilmente, viste le esigue dimensioni) sopra la porta della sacrestia. Comunque si tratta di un
cristo trionfante (sul dolore, quindi non sofferente) ed è opera da osservare attentamente.
Parlando di Margaritone non va dimenticata la dossale in legno dipinto collocata sopra l’altare
della chiesa di Santa Maria delle Vertighe, oggi patrona delle autostrade italiane e rappresentata
nella tavola insieme alle sue storie.
Un soggetto simile è rappresentato in un’altra tavola lignea oggi custodita presso la National
Gallery di Londra.
Margaritone era un grande pittore e commerciante della sua epoca, ma ha fama di essere stato
anche un valente architetto e scultore. Non ci sono prove di questo, anche se per quanto concerne
l’architettura per molto tempo si è attribuita a Margaritone la cupola del Duomo di Ancona e
buona parte (prima del restauro) del Palazzo Pubblico nella stessa città, realizzazione ancora
ritenuta derivante da un suo progetto.






















Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »