Depositi chimici, vittoria dei comitati: anche il verdetto del Consiglio di stato blocca lo spostamento

Genova. Potrebbe essere questa la parola fine per la questione dello spostamento dei depositi chimici di Carmagnani e Superba da Multedo a Ponte Somalia, nel porto di Sampierdarena? Probabilmente sì.
Dopo l’udienza del 5 marzo scorso e il rinvio a sentenza, il Consiglio di Stato si è espresso, respingendolo, sul ricorso presentato dall’Autorità di sistema portuale di Genova e Savona, dalla struttura commissariale (presieduta da Marco Bucci) e dalla società Superba in merito alla sentenza di annullamento da parte del Tar Liguria della procedura di Adeguamento tecnico funzionale (Atf) che già aveva congelato il dislocamento degli impianti.
La notizia è iniziata a circolare nel pomeriggio sulla famosa chat Vasta di Claudio Burlando. Il verdetto è, questa volta, definitivo rispetto all’ipotesi di trasferimento, a lungo voluta dal centrodestra e dall’allora sindaco di Genova Marco Bucci per togliere da vicino alle case di Multedo i depositi chimici di Carmagnani e Superba, dopo che il Tar della Liguria aveva detto no all’ipotesi, imponendo che essa fosse basata su una variante al Piano regolatore portuale e non su un più rapido Atf.
I comitati: “Un percorso lungo, un pensiero a Gianfranco Angusti”
“Officine Sampierdarenesi – Gianfranco Angusti apprende con estrema gioia la pronuncia del Consiglio di Stato.
Arrivare fino a qui è stato lungo: sono passati quattro anni e mezzo dall’inizio dell’iter progettuale per la dislocazione dei depositi costieri di Superba e Carmagnani su Ponte Somalia”, dice Barbara Barroero, presidente delle Officine Sampierdarenesi e portavoce dei comitati di residenti di Sampierdarena che più volte sono scesi in piazza, anche insieme al municipio Centro Ovest, denunciando i potenziali rischi per la sicurezza del quartiere in caso di trasferimento di depositi chimici.
“Innanzitutto, il mio pensiero va all’uomo senza il quale non saremmo arrivati fino a qua, e cioè Gianfranco Angusti, storico fondatore di Officine Sampierdarenesi, che si è battuto fino all’ultimo in quella che chiamava la battaglia della vita – aggiunge, ringraziando gli avvocati Montarsolo, Mauceri, Cocchi e Tiragallo, così come i consulenti tecnici – il risultato che abbiamo ottenuto non è frutto del lavoro dei singoli, ma di un lavoro di squadra, come se i vari soggetti che, a vario titolo, si sono sempre opposti alla dislocazione dei depositi chimici su Ponte Somalia fossero facce di un unico prisma. Questo risultato rappresenta il punto di arrivo di un percorso lungo e condiviso”.
Salis: “Sempre detto, ora un piano regolatore portuale”
“La sentenza del Consiglio di stato conferma la posizione che abbiamo sempre espresso – le parole della sindaca di Genova, Silvia Salis – i depositi chimici devono essere ricollocati in area demaniale, il più lontano possibile dalle case. L’Autorità portuale sta lavorando alla redazione del nuovo Piano regolatore portuale e quello, lo abbiamo sempre detto, è lo strumento che dovrà definire in quale area, interna al porto, dovranno trovare nuova collocazione i depositi costieri. Non basta disegnare sulla carta un trasloco da una parte all’altra della città, come ha fatto il centrodestra: è necessario un ragionamento di sistema, con gli strumenti adeguati, che tenga conto delle esigenze dei cittadini, della salute della città e dei traffici e dell’economia portuale”.
Ms5: “Avevamo ragione, no a scorciatoie, no a depositi vicini alle case”
“Dedico questa vittoria a Gianfranco Angusti, amico e storico presidente delle Officine Sampierdarenesi. Ringrazio inoltre i nostri avvocati Tiragallo e Montarsolo e l’ingegnere ambientale Puppo per l’impegno: il traguardo raggiunto oggi nell’interesse del territorio è il risultato di un grande lavoro di squadra. Tramonta l’ipotesi che i cittadini sampierdarenesi, purtroppo mai ascoltati da chi amministrava la città nei mandati precedenti, hanno più volte contestato. Il Consiglio di Stato, dunque, ci dà ragione su tutta la linea: i depositi chimici devono andare via da Multedo, ma non possono finire a Sampierdarena e soprattutto non possono essere imposti attraverso una scorciatoia come l’adeguamento tecnico funzionale. Questo è un punto chiarissimo”. Lo dichiara il presidente del Municipio II Centro Ovest Michele Colnaghi, da anni in prima linea contro il trasferimento dei depositi a Ponte Somalia. Il pentastellato poi fa anche sapere alcuni dettagli della sentenza: “Il CdS ha evidenziato che trasferire i depositi a Ponte Somalia non solo avrebbe rappresentato un notevole incremento dell’impatto ambientale, ma anche l’assenza di qualsiasi vantaggio reale per i traffici portuali, smentendo dunque quanto sostenuto dalla precedente amministrazione. Questa decisione fa cadere completamente la narrazione costruita finora. È una vittoria importante per il territorio, che dimostra come le ragioni dei cittadini fossero fondate e come sia necessario fermare progetti calati dall’alto senza reali benefici e con impatti ambientali significativi”.
Sulla sentenza interviene anche il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano. “Quella di oggi è una vittoria targata M5S Genova e Liguria insieme a chi ha contribuito a ottenere un traguardo importante che rimette finalmente al centro un percorso basato su sicurezza e prevenzione. Il tentativo di posizionare i depositi in un logo sbagliato è stato avvelenato da interessi trasversali interni al porto, che per troppi anni hanno condizionato le scelte strategiche. Con questa sentenza, la giustizia riporta equilibrio dopo una fase segnata da intrecci e decisioni discutibili portate avanti anche dalla Giunta Bucci. È evidente che i poteri forti che hanno governato il porto negli ultimi anni con il centrodestra hanno spinto verso una soluzione errata, collocando i depositi in un’area assolutamente non consona. Il centrodestra ora dovrà fare i conti con la storia e le proprie colpe: hanno deliberatamente ignorato le nostre alternative più logiche e più sicure che rappresentavano una soluzione più adeguata sotto il profilo della prevenzione e della sicurezza. Ma quella strada non è stata perseguita e l’hanno persa. Questo perché il centrodestra non ha mai davvero ragionato in termini di trasferimento sicuro dei depositi, ma piuttosto in termini di gestione e spartizione del potere all’interno del porto”.
“Il centrodestra ha ripetutamente cercato di cambiare le carte in tavola, pur di imporre il trasferimento inseguendo soluzioni non idonee. Abbiamo sempre detto che spostare un problema non è la soluzione al problema. La soluzione poteva e doveva passare prima di tutto dalla condivisione e dall’ascolto del territorio. Non è stato fatto. Rilevo che in soli due giorni il tempo è stato più che galantuomo: ieri il clamoroso dietrofront sulla Gronda – per il quale attendiamo fiduciosi le scuse del centrodestra -; e oggi la sentenza del Cds sui depositi chimici”, aggiunge infine il senatore M5S Luca Pirondini.
Pd: “Una battaglia giusta che ha difeso Sampierdarena e la città”
“Si chiude finalmente una vicenda lunga e complessa. La parola fine sul progetto dei depositi chimici a Sampierdarena è una buona notizia per Genova e per un intero territorio che ha saputo farsi ascoltare.” Lo dichiara il senatore Lorenzo Basso, vicepresidente della Commissione Trasporti e Ambiente del Senato. “Fin dall’inizio abbiamo sostenuto con chiarezza che quella localizzazione fosse sbagliata, per ragioni urbanistiche, ambientali e di sicurezza. Oggi viene riconosciuto ciò che cittadini, comitati e realtà territoriali hanno portato avanti con determinazione e senso civico.”. “È giusto ringraziare tutte le persone che si sono impegnate in questa battaglia, a partire da Barbara Barroero, punto di riferimento instancabile di questo percorso a Sampierdarena. Ognuno di noi ha fatto la propria parte, anche con atti parlamentari e iniziative pubbliche, per portare il tema all’attenzione nazionale e sostenere le ragioni del territorio. Ma il merito più grande va sicuramente al compianto Gianfranco Angusti, un grande sindacalista e un grande amico, a cui va il nostro grazie.” “Ora si apra una fase nuova: serve una pianificazione portuale seria e condivisa, capace di coniugare sviluppo, sicurezza e qualità della vita. Genova merita scelte all’altezza della sua vocazione e del rispetto dei suoi quartieri e dei suoi cittadini.”
“La notizia che il Consiglio di Stato ha bocciato il trasferimendo dei depositi chimici da Genova Multedo a Sampierdarena è il giusto epilogo di una storia pasticciata e pericolosa sin dal suo inizio. In diverse occasioni ci siamo occupati di questo percorso, appoggiando e supportando il lavoro di Gianfranco Angusti delle Officine Sampierdarenesi e di Barbara Barroero, ma ora non c’è più nulla da inventarsi su questa storia e su questo sito: non resta che vederci e festeggiare al club dei Carbonai. Senza dimenticare come questo percorso avesse dato false speranze alle giuste richieste degli abitanti di Multedo: per loro, non dimentichiamolo, la soluzione va trovata ma non in quel modo”. Così Luca Pastorino, deputato ligure del Partito Democratico, sulla bocciatura del trasferimento dei deposititi chimici da Multedo a Sampierdarena.
“Accolgo con soddisfazione la decisione del Consiglio di Stato che ha bocciato il progetto di trasferimento dei depositi chimici. Si tratta di un risultato importante, frutto della mobilitazione della cittadinanza del Centro Ovest, portata avanti con determinazione dalle Officine Sampierdarenesi, che hanno saputo rappresentare con forza le esigenze di sicurezza, tutela della salute e qualità della vita. Questa decisione conferma anche gli errori compiuti da Bucci quando era sindaco: chi conosce davvero il porto sapeva fin dall’inizio che quella collocazione non era sostenibile. In questo percorso ho condiviso l’impegno con Gianfranco Angusti, sostenendo le ragioni di un territorio che ha chiesto risposte chiare e scelte coerenti. Un ringraziamento va alle Officine Sampierdarenesi e alla presidente Barbara Barroero per il lavoro svolto in questi anni, così come a tutte le forze politiche del centrosinistra del Municipio Centro Ovest che hanno contribuito a questa battaglia. Quella di oggi è una vittoria del territorio e della partecipazione, che dimostra come scelte calate dall’alto e non condivise siano destinate a fallire” dichiara il consigliere regionale Pd Federico Romeo.
“La sentenza del Consiglio di Stato non rappresenta solamente la bocciatura definitiva del progetto di trasferimento dei depositi chimici a Ponte Somalia, ma segna anche la fine, a Genova, di una stagione di scelte calate dall’alto portata avanti da Bucci», così Simone D’Angelo, consigliere regionale del Partito Democratico in Liguria. “Non è stata solo una questione tecnica, ma una mobilitazione vera, ampia e determinata, che ha visto protagonisti cittadini, lavoratori portuali, comitati e realtà locali. Una risposta collettiva che dimostra come le comunità sappiano farsi ascoltare quando vengono coinvolte su decisioni che incidono direttamente sulla loro vita. Ma questa vicenda lascia anche una ferita politica evidente. Bucci deve chiedere scusa ai cittadini di Sampierdarena e di Multedo per aver aperto un conflitto senza precedenti tra quartieri popolari, contrapponendo comunità che chiedevano soltanto di essere tutelate. Si sono persi anni fondamentali in uno scontro evitabile, invece di lavorare fin da subito a una soluzione seria per allontanare i depositi chimici dall’abitato di Multedo e garantire sicurezza e qualità della vita. Ora serve cambiare passo. La pianificazione portuale deve tornare a essere condivisa, trasparente e orientata all’interesse pubblico, senza decisioni imposte. Genova ha bisogno di visione e rispetto per tutti i suoi quartieri”, conclude.
Una nota del Pd Genova dice: “Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso sul trasferimento dei depositi chimici da Multedo a Ponte Somalia, confermando che quel progetto non stava in piedi. È una decisione che pesa, perché chiude una lunga stagione di forzature, annunci e scelte presentate per anni come inevitabili. Per molto tempo Bucci ha raccontato quel trasferimento come una soluzione già definita, quasi scontata. Oggi, invece, arriva una bocciatura tecnica netta, che mette nero su bianco tutte le fragilità di un’operazione costruita senza affrontare davvero i nodi di fondo e senza un confronto serio con la città. Quella politica, invece, è già arrivata con le elezioni, quando i genovesi hanno chiarito in modo netto cosa pensavano di quel modo di governare e di decidere. Ma questa sentenza dice comunque qualcosa di importante: non bastano propaganda e semplificazioni per rendere realizzabile un progetto sbagliato. Nel frattempo, ancora una volta, i quartieri sono stati trattati come luoghi su cui spostare problemi, invece che come comunità da rispettare. Multedo prima, Sampierdarena poi: anni di tensioni, incertezze e contrapposizioni senza mai costruire una soluzione solida, credibile e condivisa”.
“Questa sentenza conferma che avevamo ragione a contestare un’operazione portata avanti con arroganza e superficialità. Per anni si è voluto far passare come inevitabile una scelta che inevitabile non era affatto, e oggi il Consiglio di Stato certifica tutte le debolezze di quel percorso. Genova ha bisogno di serietà, trasparenza e di una visione vera sul rapporto tra porto, industria e città, non di decisioni calate dall’alto e imposte ai territori”, dichiara Francesco Tognoni, segretario del Partito Democratico di Genova. “Accanto alla bocciatura del progetto resta poi un fatto politico e amministrativo grave: ci troviamo di fronte all’ennesima situazione non affrontata da Bucci e dalla sua amministrazione, con il rischio concreto che a pagare le conseguenze di questo ricorso siano ancora una volta i cittadini genovesi. Dopo anni di errori e forzature, non è accettabile che il prezzo venga scaricato sulla città”, aggiunge Martina Caputo, capogruppo a Tursi del Partito Democratico.




