Società

Decreto Scuola, commissari maturità: il numero sarà ridotto (da 131mila a 91mila), saranno formati, ma i compensi non varieranno (spesa da oltre 100 milioni). Ecco cosa dice la relazione tecnica

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge n. 127 del 9 settembre 2025 ha avviato ufficialmente la riforma dell’esame conclusivo del secondo ciclo. Il provvedimento, entrato in vigore il 10 settembre, dovrà essere convertito in legge entro l’8 novembre ed è già stato assegnato alla Commissione Cultura del Senato.

Secondo quanto emerge dalla relazione tecnica, visionata da Orizzonte Scuola, per la riduzione dei commissari, il Ministero stima un risparmio di 35 milioni di euro.

Commissioni snellite da sette a cinque membri

La principale novità riguarda la composizione delle commissioni d’esame, che passa dall’attuale configurazione di tre commissari esterni e tre interni più il presidente a una struttura più agile con due commissari esterni e due interni per ciascuna delle due classi abbinate, oltre al presidente esterno. La relazione tecnica allegata al Decreto Scuola specifica che la riduzione di un terzo dei commissari consentirà di reimpiegate le risorse liberate per altre misure previste dal provvedimento.

Secondo i calcoli ministeriali basati sui dati dell’anno scolastico 2023/24, il sistema attuale prevedeva una spesa complessiva di 140,7 milioni di euro per compensi e trasferte dei commissari. Con la nuova configurazione, la spesa totale scenderà a 103,8 milioni, generando un risparmio di 36,9 milioni di euro. I compensi dei singoli commissari rimangono invariati: la riduzione della spesa deriva esclusivamente dal minor numero di componenti per commissione.

I compensi attuali del sistema commissariale

Nell’attuale sistema retributivo, fermo dal 2007, i compensi variano significativamente in base al ruolo ricoperto. Il presidente di commissione percepisce 1.249 euro, mentre i commissari esterni ricevono 911 euro e quelli interni 399 euro. Esistono inoltre indennità di trasferta differenziate per distanza: da 171 euro per sedi raggiungibili in massimo 30 minuti, fino a 2.270 euro per tragitti superiori ai 100 minuti con mezzi extraurbani. I commissari interni che lavorano su due classi della stessa commissione vedono raddoppiare il compenso (798 euro totali), mentre per gli esami preliminari dei candidati privatisti è previsto un compenso di 15 euro per materia e candidato, con un massimo di 840 euro per commissario.

Colloquio orale su quattro discipline obbligatorie

L’altra significativa modifica che riguarda la maturità, come già noto, interessa la prova orale, che non verterà più su tutte le materie ma su quattro discipline specifiche individuate annualmente dal Ministero entro il mese di gennaio. Il colloquio diventa inoltre obbligatorio per la validità dell’esame: chi si rifiuterà deliberatamente di sostenere la prova orale non potrà conseguire il diploma.

La relazione tecnica chiarisce che l’esame si intende “validamente sostenuto con lo svolgimento regolare di tutte le prove previste”, comprese le due prove scritte a carattere nazionale e il colloquio. Viene inoltre reintrodotta la denominazione “esame di maturità” al posto di “esame di Stato”, con l’obiettivo di valorizzare la maturazione personale, l’autonomia e il senso di responsabilità degli studenti.

Il decreto stanzia anche 10 milioni di euro annui per la formazione dei docenti, inclusa quella specifica per i commissari d’esame, la cui partecipazione costituirà titolo preferenziale per la nomina nelle commissioni. Le nuove disposizioni si applicheranno a partire dall’anno scolastico 2025/2026.

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