Lazio

decine di animali senza acqua né luce

Dietro un cancello anonimo di Ponte Galeria, lontano dagli sguardi, si consumerebbe una storia di sofferenza silenziosa.

Una struttura che, secondo le segnalazioni arrivate all’Ufficio del Garante per gli Animali di Roma Capitale, nasconderebbe un sistema di “vendita abusiva” costruito sulla pelle di decine di esseri viventi. 

Secondo alcune testimonianze, 50 cani e 40 gatti vivrebbero in condizioni definite “deplorevoli”: senza luce, senza acqua corrente e costretti a restare tra i propri escrementi.

Il sopralluogo e lo scontro sul posto

A far esplodere il caso è stato il blitz dell’attivista Enrico Rizzi, arrivato nella struttura mentre erano in corso i controlli dei veterinari della ASL Roma 3. Le immagini e le testimonianze parlano di animali visibilmente provati, ambienti insalubri e assenza di requisiti basilari per la detenzione.

Eppure, secondo quanto denunciato da Rizzi, nonostante le evidenze, i veterinari si sarebbero limitati a impartire prescrizioni tecniche, senza procedere al sequestro immediato degli animali. Una scelta che ha acceso polemiche e sollevato interrogativi pesanti.

Il Garante alza la voce: “Serve chiarezza”

Di fronte a quella che definisce una situazione “inaccettabile”, la Garante per gli animali di Roma Capitale, Patrizia Prestipino, ha deciso di intervenire formalmente. Una lettera è stata inviata alla direzione del servizio veterinario della ASL per chiedere spiegazioni dettagliate.

«Vogliamo capire perché, a fronte di condizioni così gravi, non sia stato disposto alcun sequestro», sottolinea Prestipino, ricordando che già nei mesi scorsi erano state inviate segnalazioni ufficiali via mail senza riscontri concreti.

L’Ufficio del Garante chiede ora nero su bianco:

  • un resoconto completo del sopralluogo,

  • la descrizione puntuale delle condizioni sanitarie riscontrate,

  • le motivazioni che hanno portato a non adottare provvedimenti immediati a tutela degli animali.

“Animali trasformati in merce”

Sul tavolo non c’è solo l’ipotesi di maltrattamento, ma quella – ancora più grave – di un allevamento abusivo. Secondo le accuse, la struttura sarebbe inserita in un circuito illegale di vendita di animali, trattati come oggetti e non come esseri senzienti, in totale violazione delle norme sul benessere animale.

Ora il Garante chiede un cambio di passo: interventi rapidi, la messa in sicurezza degli animali e la chiusura definitiva della struttura, affinché quella di Ponte Galeria non resti l’ennesima storia di dolore archiviata nel silenzio.

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