De Rossi verso Juventus – Genoa: “Spalletti mi ha fatto gli auguri di Pasqua, io di Pasquetta”

Genova. Si torna a giocare dopo la sosta delle nazionali, il Genoa è pronto per la trasferta di Pasquetta a Torino a 18 con la Juventus. Prima della partita contro l’Udinese Daniele De Rossi aveva detto di non volere un risultato negativo in vista dello stop, invece è accaduto. “La sconfitta va smaltita – dice in conferenza stampa – non è la prima volta che raccogliamo meno punti. Forse però non sono state partite in cui noi siamo stati così superiori. Il pari sarebbe stato più giusto, ma sono cose che non si possono cambiare. Abbiamo fatto un’analisi onesta e lucida della partita e non si può essere che soddisfatti. Queste partite mi danno grande fiducia e la cosa buona è che i ragazzi rimasti si sono allenati con grande intensità. Sul riposo era un accordo già da prima: fate x punti avete tot. giorni, fate tot punti ne avrete uno in più. Si riparte. I nazionali sono rientrati belli svegli, l’obiettivo è ancora bello lontano. Ci stiamo preparando al meglio contro una squadra molto forte”.
Per De Rossi staccare è utile: “A prescindere dal risultato. Non mi piace fare allenamenti con la partita lontana e con giocatori fuori. Meglio dare ai giocatori un programma fisico atletico da fare a casa. Abbiamo abbassato la tensione e lavato via il fastidio di una partita che meritavamo di vincere. Abbiamo lavorato bene, a volte il riposo è staccare con la testa”.
Norton-Cuffy non sarà della partita: “Non siamo preoccupati, ma ha avuto un piccolo infortunio durante l’allenamento in nazionale, ha viaggiato molto, non è una cosa grave, rientrerà nel giro di poche settimane”.
Chi sta meglio è Baldanzi: “Tommaso rientrerà. Ha fatto un periodo di inattività in cui è dovuto stare fermo, poi ha fatto qualche giorno in cui era stato meno elastico e brillante, può partire dall’inizio o in corso, vediamo”.
A Torino De Rossi troverà Luciano Spalletti, che lo ha allenato molto a Roma. Spalletti ha detto che De Rossi gli ricorda Carletto Mazzone e il mister rossoblù scherza: “Se faccio gol allora vado sotto la curva della Juve – ricordando la celeberrima corsa di Mazzone da allenatore del Brescia verso la curva dell’Atalanta dopo il gol del 3-3 che ha raddrizzato il derby – io ho avuto la fortuna di esordire come raccattapalle con Mazzone, lui trascinava tutto lo stadio alla Roma. Uno lo ricorda vulcanico, romano, esuberante, un allenatore che pensavo vecchio stile, invece chi ce l’ha avuto come Pirlo e Guardiola ne parlano come un allenatore abbastanza votato al futuro. Io cercavo di guardare gesti tecnici dei giocatori”.
Su Spalletti dice: “Lui per me è una persona importante, faccio fatica a vederlo come ex allenatore, lo inquadro sulla sfera famigliare e personale della mia vita. Mi ha lasciato tanto, è un allenatore fenomenale, motivo in più per spiegare la stima. Ci siamo dati tanto a vicenda, sono stati gli anni più belli della mia carriera, l’ho avuto sempre accanto a casa e in campo. Ci siamo scornati, risposti, abbracciati, continuiamo a essere legati, abbiamo un gruppo WhatsApp, ci siamo fatti gli auguri per Pasqua e io gli ho fatto quelli per Pasquetta”.
Il Genoa non vince a Torino con la Juventus dal 1991, dopo aver vinto con la Roma in casa una eventuale vittoria sistemerebbe una buona parte della stagione, ma De Rossi chiarisce: “Non cerchiamo sfizi, ma punti. Se non ricordo male Patrick Vieira in casa perse 1-0 su calcio d’angolo, non è che prima di me il Genoa prendeva imbarcate. Al netto delle stagioni, abbiamo bisogno di punti, voglio salvare questa squadra, non sappiamo quanti punti serviranno. Non servono statistiche, proiezioni, dipende da chi sta sotto. Noi dobbiamo cercare di fare più punti possibili per un gran finale di stagione”.
Cosa non dovrà mai mancare in un campo difficile contro la Juventus? “Ci sono alcune strategie che non cambiano in settimana, come saper difendere in area e saper gestire il possesso palla. Sappiamo che vie e scorciatoie non esistono, poi la squadra dovrà avere coraggio, testa alta, giocare, senza andare andare a difendersi chiusi in area perché è lì che i loro giocatori tirano fuori il massimo della qualità”.
A livello di tattica e contromisure De Rossi spiega: “Loro sono una squadra di qualità con giocatori molto forti, camaleontica con la palla in mezzo ai piedi, meno aggressiva e meno fisica della Roma, con grande palleggio ci stiamo preparando un paio di alternative. Loro hanno una maniera di difendere che cambia. Siamo abbastanza pronti ad affrontare quasi tutti i tipi di Juve che avremo di fronte”.
In settimana i giovani del Genoa, sia di proprietà, sia gli ex, sia i prestiti, hanno dato lustro all’under 21. Il Grifone è una delle poche squadre a lanciare elementi del vivaio, manca il coraggio agli altri, secondo De Rossi? “Non mi va di generalizzare, magari non manca il coraggio, ma manca il livello. Ogni giocatore ha il suo percorso, a gennaio abbiamo difeso un’offerta a Jeff Ekhator, Calvani voleva giocare e ha fatto bene ad andare. Alla Roma ho combattuto per tenere Pisilli. Non credo che si tratti solo di coraggio, ma anche di alzare il livello di tutti quanti, non che i nostri non l’abbiano. Abbiamo visto che Venturino ha giocato più minuti alla Roma, che è una squadra più forte. Sono situazioni e modi di giocare anche, noi giochiamo 3-4-2-1 e deve adattarcisi. Il coraggio vero e proprio serve a giugno quando si formano le squadre: prendi Pisilli e punti su di lui per stare in quella rosa, si parte da zero a zero. Se il coraggio non ha pagato a gennaio andrà a giocare da qualche alta parte. Quando subentri devi mettere a posto tante cose, dovremo dimostrare coraggio a giugno dando posti veri, non solo come comprimario, lì su 38 partite il giovane se è uno dei due di ruolo va a giocare”.
Si parla tanto di Nazionale, De Rossi potrebbe essere chiamato al posto di Gattuso? “Non mi aspettavo questa domanda. Al di là di una mia chiamata che è surreale e fantasiosa, credo che si stia parlando tanto: ex giocatori, ex allenatori, il macellaio, il pizzicagnolo, i giornalisti, tutti hanno la ricetta magica per far rinascere il calcio italiano. Mi preoccupo della salvezza del Genoa, la mia opinione non è importante che non aggiunge nulla al minestrone di chiacchiere. Ho visto tanti giocatori e membri dello staff distrutti sportivamente, mi dispiace, non mi metto a fare troppe chiacchiere”.




