Liguria

Ddl Stupri, la maggioranza in Regione si allinea al testo Bongiorno. Avs: “Senza consenso c’è violenza”


Genova. A pochi giorni dall’8 marzo è stato respinto in consiglio regionale l’ordine del giorno presentato da Selena Candia (Avs) che avrebbe impegnato la giunta Bucci a esprimere “netta contrarietà” alla riformulazione del ddl Stupri, prima firmataria la senatrice Giulia Bongiorno, in materia di violenza sessuale e libera manifestazione del consenso.

“Abbiamo chiesto alla Regione di prendere una posizione chiara sul disegno di legge sulla violenza sessuale, che giustamente puntava a stabilire l’obbligo del consenso, senza il quale scatta l’accusa di stupro. La maggioranza si è opposta – commentano Selena Candia e Jan Casella -. Per il centrodestra, una donna aggredita è sempre in grado di urlare, opporsi o reagire fisicamente. Ma non è così: a volte scattano la paura, il panico, il timore di subire conseguenze fisiche ancora più gravi. Per questo è necessario un consenso libero, attuale e chiaro a qualsiasi tipo di rapporto”.

“Solo due giorni fa, abbiamo celebrato l’8 marzo, la Giornata internazionale dei diritti delle donne. Ma questi diritti non possono essere ricordati solo una volta l’anno: vanno difesi, rafforzati e portati avanti ogni giorno, nelle scelte politiche e nelle leggi che riguardano la vita delle persone. Il punto centrale della nostra richiesta era la definizione giuridica del consenso. Il silenzio, l’immobilità e la paura non devono mai essere interpretati come consenso – continuano Candia e Casella -. La Regione Liguria poteva chiedere al governo che la legge sulla violenza sessuale fosse fondata sul principio del consenso, come già votato dalla Camera dei deputati. Si è persa un’occasione importante per dimostrare attenzione verso il mondo femminile, che viene spesso dimenticato dalle nostre istituzioni”.

L’assessora alle Pari opportunità Simona Ferro ha precisato che il testo approvato alla Camera ha dimostrato “censure di natura tecnica” e che la proposta di modifica “recepisce indicazioni emerse nelle audizioni parlamentari”. Dopo avere ricordato che il Parlamento non ha ancora votato la modifica, ha espresso parere contrario alla formulazione dell’ordine del giorno.




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