Liguria

Ddl Stupri, il Pd porta a Tursi un ordine del giorno sul consenso: “Solo un sì è sì”


Genova. Il gruppo del Partito Democratico in consiglio comunale e il Pd Genova hanno depositato ufficialmente un ordine del giorno di maggioranza per chiedere una legge nazionale sul consenso chiara e coerente con la Convenzione di Istanbul.

L’iniziativa arriva sulla scia della partecipata assemblea pubblica svoltasi domenica scorsa al Teatro della Tosse, organizzata in occasione dei trent’anni dalla storica legge che trasformò la violenza sessuale da reato contro la morale a reato contro la persona.

In questa cornice di mobilitazione, il Gruppo PD ha inoltre richiesto la cittadinanza onoraria per Franca Viola, simbolo della lotta contro il matrimonio riparatore e pioniera dell’emancipazione femminile in Italia.

Al centro della battaglia politica c’è la forte preoccupazione per la riformulazione del disegno di legge 1715 attualmente in Commissione Giustizia al Senato. Il Partito Democratico ribadisce che la riforma deve fondarsi sul principio “solo un sì è sì”, riflettendo il modello già approvato alla Camera che definisce la violenza sessuale a partire dall’assenza di un consenso libero, esplicito, attuale e revocabile.

“Al contrario, il testo base adottato al Senato su impulso della Senatrice Giulia Bongiorno sembra reintrodurre la centralità del dissenso, focalizzandosi sulla resistenza della vittima anziché sulla responsabilità di chi compie l’atto – come sottolineano i dem – questa impostazione rischia di riprodurre schemi culturali superati, scaricando ancora una volta sulle vittime l’onere della prova e della credibilità”.

Con l’ordine del giorno depositato oggi, il consiglio comunale impegnerà la sindaca e la giunta ad attivarsi presso il Governo e il Senato affinché l’attuale formulazione del Ddl venga ritirata a favore di un pieno recepimento degli standard internazionali.

“Insieme all’amministrazione comunale – dichiarano Francesco Tognoni, segretario del Pd Genova e Martina Caputo, capogruppo Pd in consiglio comunale – sentiamo il dovere di farci interpreti delle istanze della società civile e delle organizzazioni che da decenni operano nel contrasto alla violenza di genere. Non possiamo permettere che il governo faccia passi indietro su un tema che riguarda la dignità, la libertà e l’autodeterminazione delle donne. Genova chiede una legge chiara, coraggiosa e coerente con gli impegni internazionali del nostro Paese”.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »