David Beckham dopo le parole di Brooklyn: «I figli fanno degli errori, e a volte bisogna lasciarglieli fare. È così che imparano»
Le parole di David Beckham arrivano a poche ore di distanza dalla decisa presa di posizione del figlio Brooklyn e, pur senza mai nominarlo, sembrano una risposta indiretta ai post che il 26enne ha pubblicato su Instagram.
Nel momento in cui la faida all’interno della famiglia Beckham è diventata pubblica, l’ex calciatore ha parlato di genitorialità, errori e responsabilità, evitando con attenzione qualsiasi riferimento diretto al conflitto. David Beckham, 50 anni, è intervenuto in diretta su CNBC, ospite del programma finanziario Squawk Box, per un’intervista sul ruolo dei social media, sul loro impatto e sul modo in cui lui stesso ha cercato di educare i figli a utilizzarli.
Parlando del potere dei social, ha spiegato: «Ho sempre parlato dei social media e del loro potere… nel bene e nel male». E ha aggiunto: «Quello a cui i ragazzi possono accedere oggi può essere pericoloso. Ma quello che ho scoperto personalmente, anche con i miei figli, è che bisogna usarli per le ragioni giuste».
L’ex capitano della nazionale inglese ha poi sottolineato come lui abbia utilizzato la propria visibilità pubblica per cause benefiche: «Sono riuscito a usare la mia piattaforma e il mio seguito per l’Unicef. È stato lo strumento più grande per far sapere alle persone cosa sta succedendo ai bambini nel mondo». Un approccio che, ha spiegato, ha cercato di trasmettere anche ai suoi figli: «Ho provato a fare la stessa cosa con loro, a educarli».
Il passaggio che ha colpito di più, e che molti hanno letto come un riferimento implicito a Brooklyn, arriva subito dopo: «Fanno degli errori, ma ai figli è permesso sbagliare. È così che imparano. È questo che cerco di insegnare ai miei figli: a volte devi anche lasciarli fare quegli errori».
Poche ore prima, Brooklyn Beckham, in una dichiarazione di sei pagine, ha affermato di essere rimasto in silenzio per anni e di aver tentato di mantenere private le questioni familiari. «Purtroppo i miei genitori e il loro team hanno continuato a parlare con la stampa», ha scritto, «lasciandomi senza scelta se non quella di parlare per me stesso». Nel suo sfogo, Brooklyn ha dichiarato: «Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia». Ha accusato i genitori di controllo, manipolazione e interferenze nella sua vita privata, di aver messo «il Brand Beckham» davanti a tutto e di aver tentato di ostacolare la sua relazione con Nicola Peltz, diventata sua moglie nell’aprile 2022, già prima del matrimonio.
David Beckham ha evitato qualsiasi replica diretta. Quando il giornalista Andrew Ross Sorkin gli ha chiesto come viva la costante esposizione mediatica e se, per la sua salute mentale, sia più facile stare nel Regno Unito o negli Stati Uniti, l’ex calciatore ha risposto restando sul vago: «Devo restare neutrale. Amo vivere in entrambi i posti. Amo il mio Paese, amo dove sono cresciuto, ma ho sempre voluto vivere in America e amo l’America. Sono fortunato a poter trascorrere molto tempo in entrambi».
Anche poche ore prima, al World Economic Forum di Davos, fermato da un reporter di Sky News che gli chiedeva se avesse «un messaggio per Brooklyn», David Beckham aveva voltato le spalle ed era uscito senza rispondere. Anche alla domanda successiva («È deluso dal fatto che questioni familiari vengano rese pubbliche?») aveva scelto il silenzio.
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