Società

Dallo smartphone a due anni ai metal detector a scuola: Pennac spiega il legame tra solitudine digitale e aggressività

Daniel Pennac, ospite a Torino, indica la lettura come unico antidoto ai metal detector scolastici. Per lo scrittore, la violenza nasce dalla solitudine digitale e dalla mancanza di attenzioni: i genitori devono tornare a leggere ai figli fin da piccoli.

Daniel Pennac affronta il tema della sicurezza scolastica e della violenza giovanile senza giri di parole. Ospite a Torino per l’inaugurazione di Francesissimo, il nuovo festival dedicato alla cultura d’oltralpe al Circolo dei lettori, lo scrittore ha indicato nell’educazione letteraria la vera prevenzione. Come riporta l’ANSA, l’autore ha sottolineato l’importanza del ruolo genitoriale fin dai primi anni di vita.

“Come evitare i metal detector a scuola? C’è un solo antidoto, la lettura. I genitori devono leggere i libri ai bambini sin da quando sono piccoli, li devono accompagnare alla lettura fino a quando vanno a scuola. La letteratura è il modo naturale di comunicare”.

Pennac ha poi collegato gli episodi di aggressività nelle aule alla solitudine digitale vissuta nell’infanzia. L’autore ha descritto una scena di vita quotidiana per spiegare come l’assenza di interazione umana crei vuoti educativi difficili da colmare in seguito.

“Quando mi è stata fatta questa domanda – ha raccontato lo scrittore – mi è venuta in mente un’immagine: una mamma in un negozio e il bambino piccolo, di due anni o tre anni, fuori dal negozio, abbandonato, con un cellulare in mano. Poi ci chiediamo se sia normale l’uso dei metal detector nelle scuole. C’è violenza nelle scuole, ma bisogna chiedersi questi bambini da dove arrivano, che presenze umane hanno avuto intorno, quali attenzioni. Nessuna, solo lo schermo di un cellulare”.

Una riflessione che pone l’accento sulla responsabilità degli adulti nel fornire presenze umane e attenzioni, piuttosto che delegare l’intrattenimento agli schermi.


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