Lazio

dall’Iran al referendum agli ispettori per la famiglia del bosco – Il Tempo


Valerio Castro

“Confermo quello che ho detto, l’Italia non è parte del conflitto, non intende essere parte del conflitto. Noi ci stiamo limitando a rafforzare la nostra presenza nei Paesi del Golfo che sono stati attaccati dall’Iran con missili e con droni, ma solo a scopo difensivo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite della trasmissione Fuori dal Coro, su Rete 4. Condivide o condanna l’intervento di Usa e Israele contro l’Iran? “Io non ho gli elementi necessari per prendere una posizione categorica, come del resto tutti gli altri paesi europei, tanto che al netto del premier spagnolo nessuno ha condannato l’iniziativa e nessuno sta partecipando al conflitto”, ha detto la premier  nella trasmissione di Mario Giordano. “L’attacco, stando a quello che dicono Stati Uniti e Israele, è conseguenza del fatto che non si è riusciti a chiudere un accordo sul nucleare iraniano”. “L’Iran, secondo molti analisti indipendenti e il più importante è il direttore dell’Agenzia dell’Onu per l’Energia atomica, sarebbe arrivato a un livello di arricchimento dell’uranio che è molto più alto di quello che serve per usi civili. Oggettivamente nessuno può permettersi che il regime degli ayatollah si doti di armi nucleari, atteso che ha anche missili a lungo raggio. Noi parliamo di un regime che non si è fatto grandi scrupoli ad esempio a uccidere migliaia di suoi cittadini che manifestavano pacificamente. Quindi penso che anche questo sarebbe un pericolo enorme, non solo per la regione ma anche per l’Europa”, ha aggiunto Meloni.

 

“Condivido quello che ha detto il ministro Corsetto (secondo il quale “l’intervento di Usa e Israele in Iran è stato fuori dal diritto internazionale”, ndr) e penso che noi dobbiamo fare i conti con un quadro nel quale sono oggettivamente saltate le regole del diritto internazionale”. Nell’intervista a Giordano in onda stasera a Fuori dal Coro, su Retequattro, osserva: “Io non penso che siano saltate con questo episodio- ha sottolineato Meloni- perché esistono moltissimi precedenti, ma sicuramente il quadro è di grande caos. Sono saltate molto prima, secondo me la crisi è diventata strutturale in particolare con l’invasione dell’Ucraina, perché chi è che dovrebbe far rispettare il diritto internazionale? In teoria sono le Nazioni Unite, però noi abbiamo l’anomalia di un membro del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che quattro anni fa ha invaso un suo vicino per provare ad annetterlo”.

“L’Italia rischia comunque di essere coinvolta soprattutto dalle conseguenze del conflitto, sia sul piano della sicurezza interna soprattutto, sia ovviamente sul piano economico”, ha detto la presidente del Consiglio, “non ci sono particolari allarmi in questo momento, ma sicuramente noi a scopo di prevenzione siamo mobilitatissimi: sia il Comitato Antiterrorismo, sia il Comitato Nazionale Difesa e Sicurezza sono praticamente convocati a oltranza e si riuniscono continuamente, perché in ogni caso su queste cose è sempre meglio prevenire”.

 

“Una delle nostre priorità è impedire che la speculazione faccia esplodere i prezzi – continua –  L’Autorità dell’energia ha attivato una task force, credo che già domani avremo i primi report per monitorare il prezzo dell’energia, soprattutto quello sul gas. Il Ministro Urso ha messo al lavoro quello che noi chiamiamo Mister Prezzi, cioè il sistema di monitoraggio che viene attivato per verificare che non ci siano aumenti ingiustificati dei prezzi, in particolare sulla benzina e sui generi alimentari”. 

“Consiglio a tutti prudenza, non escludo, quando dovessi avere evidenza di atteggiamenti speculativi, di aumentare le tasse alle aziende responsabili e di rimettere i soldi sulle bollette”, ha avvertito la premier. “Sulla benzina stiamo valutando il meccanismo delle accise mobili, viene anche richiesto da parte dell’opposizione, stiamo studiando da qualche giorno il meccanismo”.

Si parla anche del prossimo referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. “Io sono convinta che se noi non partiamo dalla base dei problemi non li possiamo risolvere. Sono convinta che la riforma della giustizia intervenga anche su materie come immigrazione e sicurezza. Sono tutte cose che viaggiano sostanzialmente su tre livelli: servono le leggi e gli strumenti messi a disposizione, che è compito nostro; serve che le forze dell’ordine facciano il loro lavoro; serve che la magistratura faccia rispettare quelle leggi. Se uno dei tre livelli non funziona il meccanismo si inceppa”, ha detto la presidente del Consiglio.

 

Tra i temi toccati anche quello della cosiddetta famiglia del bosco: “Quello che sta accadendo a me lascia senza parole, è terribile. Si era deciso di affidare ai servizi sociali questi tre bambini che vivevano con i genitori della natura, ma almeno stavano ancora con la madre. Adesso si è deciso di allontanare la madre dalla struttura protetta e io penso che questa sia una decisione che non faccia stare meglio questi bambini, penso che infligga loro un altro pesantissimo trauma”, ha spiegato Meloni, “il ministro Nordio sta mandando un’ispezione”. Ma in questa vicenda “siamo oltre, perché noi dobbiamo assistere inermi a queste decisioni che sono, secondo me, figlie anche di letture ideologiche di uno stile di vita dei genitori, ma lo Stato non ti può togliere i figli perché non condivide il tuo stile di vita. Tra l’altro quando nulla si dice a chi i figli magari li fa vivere nel degrado, per esempio nei campi rom, o li costringe ad accattonare o a rubare, e nessuno può fare nulla”.




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