Umbria

Dalle guerre alle nuove censure, tutto pronto per l’edizione 2026 del Festival internazionale del giornalismo

di Danilo Nardoni

Dai conflitti in corso – Gaza, Ucraina, Iran – alla crescente pressione dei regimi autoritari sulla libertà di stampa, fino alle nuove forme di censura, repressione e giornalismo in esilio, il Festival internazionale del giornalismo, alla sua 20esima edizione in programma a Perugia dal 15 al 18 aprile, metterà al centro anche le condizioni reali in cui il giornalismo viene prodotto. Allo stesso tempo, affronterà le trasformazioni più profonde dell’ecosistema informativo.

I primi 20 anni A presentare il programma, insieme alle istituzioni che supportano uno degli appuntamenti internazionali sull’informazione più autorevoli, sono stati gli ideatori e organizzatori Arianna Ciccone e Chris Potter che hanno parlato di un «traguardo incredibile» raggiunto: «Non potevamo pensare dopo 20 anni di arrivare a questo punto, così amati a livello globale». «Celebreremo infatti – hanno spiegato – non una manifestazione ma una comunità mondiale, un evento che è diventato punto di riferimento internazionale della conversazione tra giornalisti e non solo, che Perugia riesce ad accogliere sempre ai massimi livelli».

Da sinistra Potter, Proietti, Ciccone, Ferdinandi e Bori

I side events I fondatori del festival hanno così ricordato che ogni anno questa comunità internazionale si ritrova nel capoluogo umbro anche oltre il programma ufficiale, grazie ai ‘side events‘, una piattaforma che il festival mette a disposizione di questa comunità, con tanti eventi collaterali che «diventano un modo di vivere la manifestazione oltre la parte istituzionale».

Proietti Per la presidente della Regione, Stefania Proietti, il festival dopo 20 anni «è diventato identitario di una città oltre a far parte dei valori che l’Umbria porta avanti». «I giornalisti – ha poi aggiunto – sono tra le prime vittime delle guerre, dei bavagli e delle propagande che vediamo ogni giorno. Supportando il festival difendiamo anche questo giornalismo coraggioso che vuole affermare la sua presenza nel contesto globale». Un festival, inoltre, che secondo Proietti «fa crescere culturalmente la regione», come ha sottolineato anche il vicepresidente, con delega alla cultura, Tommaso Bori: «Il ventesimo anno è un anno simbolico, quello che fa superare la maturità, e per chi come me ha fatto il volontario al festival ed ora si trova nelle istituzioni il sostegno è convinto e traguarda verso il futuro. Il festival – ha proseguito – è tra gli eventi in Umbria quello che ha dato un respiro internazionale su un tema chiave soprattutto in questo momento di guerra. In questi giorni avremo a Perugia dai premi Pulitzer ai Nobel insieme a chi fa il giornalismo sul campo e scopre i grandi scandali internazionali».

Ferdinadi Ringraziamenti agli organizzatori sono arrivati anche da parte della sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, la quale parlando del traguardo importante raggiunto dall’evento ha anche sottolineato come il festival abbia saputo creare una comunità nella città: «Era grande dalle origini ma ora è sempre più prestigioso perché è una esperienza culturale e civica che serve soprattutto in questi tempi, con un giornalismo che è tra i primi obiettivi delle nuove forme di potere. Il senso del festival è oggi sempre più necessario visto che il giornalismo è un grande strumento di costruzione di pace».

The post Dalle guerre alle nuove censure, tutto pronto per l’edizione 2026 del Festival internazionale del giornalismo appeared first on Umbria 24.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »