Dall’agroalimentare agli appalti, Confcooperative porta le priorità dell’Umbria a Bruxelles

«Serve un’azione coordinata a livello europeo che punti a calmierare i prezzi, rafforzare l’autonomia energetica e sostenere concretamente le imprese. Le cooperative sono pronte a fare la loro parte, ma hanno bisogno di strumenti adeguati per affrontare questa fase straordinaria». Così Maurizio Gardini, presidente del Consiglio di presidenza di Confcooperative, incontrando giorni fa a Bruxelles diversi rappresentanti delle istituzioni europee.
I numeri Bruxelles si conferma dunque al centro del confronto politico europeo, con il sistema cooperativo italiano che rivendica un ruolo da interlocutore strategico all’interno dell’economia sociale. Un comparto che, a livello europeo, conta oltre 4,3 milioni di imprese e più di 11,5 milioni di occupati. In questo contesto, le cooperative rappresentano una componente rilevante con circa 4,5 milioni di lavoratori, di cui 1,3 milioni in Italia. Le circa 16mila imprese aderenti a Confcooperative occupano da sole circa 550mila persone e contribuiscono per circa il 4 per cento al Prodotto interno lordo nazionale.
Gli incontri La delegazione di Confcooperative, guidata da Gardini, ha avuto una serie di incontri istituzionali di alto livello. Tra questi, quello con Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, con Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, e con Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr. Alla riunione, ospitata presso il Parlamento europeo, hanno preso parte circa 40 eurodeputati di tutti i gruppi politici, tra cui le vicepresidenti Antonella Sberna e Pina Picierno. Complessivamente, la missione ha coinvolto oltre 60 tra rappresentanti istituzionali, funzionari e stakeholder europei, insieme ai capi di gabinetto e ai membri degli staff parlamentari. Nel corso degli incontri sono stati ascoltati anche Mario Nava e l’ambasciatore Vincenzo Celeste.
Le priorità Tra i partecipanti anche il presidente di Confcooperative Umbria, Carlo Di Somma, che ha portato il punto di vista dei territori e del sistema cooperativo regionale. Presenti inoltre gli europarlamentari eletti in Umbria Camilla Laureti, Marco Squarta e Dario Nardella, impegnati a rafforzare il dialogo tra istituzioni europee e realtà locali. Nel corso del confronto, Gardini ha richiamato l’attenzione sulle principali priorità per il mondo cooperativo, tra cui appalti pubblici, politica agricola comune, credito cooperativo, energia, welfare e politiche per la casa. Particolare rilievo è stato dato all’impatto della crisi internazionale e dei conflitti in corso sui costi energetici e dei carburanti. «La guerra in corso – ha evidenziato Gardini – rappresenta uno shock economico senza precedenti per l’Europa. I rincari dell’energia e dei carburanti stanno generando effetti a catena su tutte le filiere produttive, colpendo in modo trasversale l’intero sistema cooperativo».
Costi in aumento Le conseguenze, secondo il presidente di Confcooperative, sono già evidenti sia per le famiglie sia per le imprese. «Per le famiglie – sottolinea Gardini – significa un aumento significativo del costo della vita, mentre per le nostre cooperative vuol dire margini erosi, costi di produzione fuori controllo e una crescente difficoltà a programmare gli investimenti». Una situazione aggravata dal fatto che «in molti casi si tratta di costi che non possono essere trasferiti a valle, soprattutto nei servizi alla persona, con il rischio di compromettere la sostenibilità economica delle imprese».
Le esigenze locali Sul piano territoriale, Di Somma ha ribadito il valore della presenza a Bruxelles come occasione per rappresentare direttamente le esigenze locali: «Essere presenti a Bruxelles significa portare la voce delle nostre comunità dentro i luoghi dove si costruiscono le politiche europee». Un ruolo concreto, ha aggiunto, perché «l’economia sociale non è un concetto astratto: in Umbria è fatta di cooperative che ogni giorno garantiscono lavoro, servizi e coesione nei territori, anche nelle aree più fragili». Tra i temi evidenziati anche quello degli appalti pubblici. «Sugli appalti superare la logica del massimo ribasso è una battaglia di civiltà economica – prosegue Di Somma – e per noi significa tutelare la qualità dei servizi, la dignità del lavoro e la sostenibilità delle imprese cooperative, in particolare nel sociale e nella sanità territoriale». Un passaggio riguarda inoltre il settore agroalimentare e la necessità di difendere la politica agricola comune e sostenere le filiere di qualità. «Le produzioni DOP, IGP e biologiche umbre rappresentano un patrimonio economico e culturale che deve essere sostenuto con politiche europee coerenti e lungimiranti».
Le transizioni Guardando agli scenari futuri, Di Somma ha infine sottolineato il ruolo della cooperazione nelle transizioni economiche e sociali: «L’Europa debba accompagnare le transizioni senza lasciare indietro i territori». Una questione particolarmente rilevante per l’Umbria, dove «il tema delle aree interne è centrale». In assenza di servizi e opportunità, ha osservato, «il rischio di spopolamento diventa strutturale», mentre le cooperative rappresentano spesso «l’ultimo presidio economico e sociale». Da qui la richiesta che le politiche europee, a partire dai fondi di coesione, riconoscano e sostengano con maggiore forza il modello cooperativo come leva di sviluppo locale e di tenuta delle comunità.
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