Marche

Dalla Zes ai bandi per chi investe nell’area del cratere: le imprese ci credono. Luciani: «Diversi piani di investimento sul tavolo»

FERMO – Pianificati una serie di incontri formativi specificifici con a disposizione il responsabile dell’area Fisco e Fiannza. Tre quelli già in archivio: distretto del cappello, Valdaso e Fermo. Il presidente Luciani: « La Zes, unita alle politiche di rigenerazione messe in campo dal Commissario alla ricostruzione, sarà un volano per l’economia dei piccoli borghi».

Fabrizio Luciani, Presidente Confindustria Fermo

«Una cosa è certa, la Zes Unica Marche–Umbria è una leva strategica per attrarre investimenti e ridurre la burocrazia. L’obiettivo è chiaro: rafforzare la competitività territoriale attraverso un mix di incentivi fiscali e semplificazioni amministrative, con l’obiettivo di attrarre nuovi investimenti e accompagnare lo sviluppo delle imprese già presenti», così sottolinea Fabrizio Luciani, presidente di Confindustria Fermo.

 

L’associazione ha pianificato una serie di incontri formativi, mettendo a disposizione il responsabile area Fisco e Finanza di Confindustria Fermo. «Tre appuntamenti sul territorio che hanno rappresentato l’avvio di una strategia che vuole Confindustria ancora più vicina alle imprese. In questa fase così complessa, i servizi devono entrare in azienda». Il cuore della misura si fonda su due direttrici principali. L’ha spiegato bene Confindustria Fermo nelle prime tre tappe, che sono terminate ieri: distretto del cappello, Valdaso e Fermo. «Da un lato il credito d’imposta per gli investimenti produttivi nel triennio 2026–2028, dall’altro lo Sportello Unico ZES, pensato per snellire l’iter autorizzativo. Due strumenti complementari che mirano a rispondere a una delle criticità più spesso segnalate dal mondo imprenditoriale: la complessità burocratica».

 

Proprio per superare la burocrazia e sopperire a eventuali carenze di competenze interne, visto il tessuto di micro e piccole imprese, Confindustria ha aperto uno sportello interno dedicato proprio ai bandi. «Un supporto agli associati per dare risposte, per chiarire i dubbi, ma soprattutto per accompagnare anche la fase di progettazione che ha tempi stretti e numerose incombenze», aggiunge il direttore Giuseppe Tosi.

 

Il credito d’imposta rappresenta un incentivo automatico, senza necessità di pre-approvazione, che può coprire fino al 35% degli investimenti per le piccole imprese, il 25% per le medie e il 15% per le grandi. Possono rientrare nell’agevolazione spese per macchinari, impianti, attrezzature e, in parte, anche per immobili, come stanno facendo alcuni calzaturifici. La soglia minima di investimento è fissata a 200mila euro, con la possibilità di utilizzare il beneficio in compensazione tramite modello F24. Un meccanismo che punta a rendere più accessibile e immediata la leva fiscale.

 

«A questo si unisce la misura chiave che impatta anche sulle amministrazioni locali. Non a caso ai tre incontri hanno preso parte anche amministratori, perché tutti abbiamo bisogno di formarci su una misura che, ad esempio, con un unico click permette di ottenere tutte le autorizzazioni necessarie alla realizzazione o all’ampliamento di un progetto produttivo» è il chiarimento della responsabile area fisco e Finanza.

 

Quello che Confindustria Fermo ha fatto emergere è che non c’è solo la Zes, misura che ha comunque il ‘vincolo’ dei 200mila euro di investimento minimo. Basti pensare , come fatto emergere negli incontri , ai bandi legati al Piano Cammini, rivolti al settore turistico e dell’accoglienza, e alle misure dedicate alle imprese del cratere sismico 2016, che prevedono contributi a fondo perduto fino al 90% per investimenti in innovazione, digitalizzazione, nuove imprese e rilancio delle attività.

 

La sfida per il sistema economico fermano è quella di tradurre queste opportunità in investimenti concreti, capaci di generare occupazione e rafforzare il sistema produttivo delle due regioni. «Ci sono alcuni settori, come quello dell’edilizia, che sono già pronti con progetti. La Zes, unita alle politiche di rigenerazione messe in campo dal Commissario alla ricostruzione, sarà un volano per l’economia dei piccoli borghi dove il costruire, o ricostruire, è una vera opportunità», fa notare il presidente Fabrizio Luciani.

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