Toscana

dalla vigilia di Natale parte il teleconsulto collegato al Meyer


L’assessore alla salute della Regione Toscana, Monia Monni, annuncia le prime due fasi di sperimentazione della guardia medica pediatrica, quella novità introdotta con una legge di iniziativa popolare nel territorio regionale grazie all’attivismo di famiglie riunite nei comitati che ha trovato un seguito nelle attività dello scorso consiglio regionale e della giunta. 

La prima novità scatta dalla vigilia di Natale: “Se vi rivolgerete alla guardia medica – spiega Monni – la stessa potrà attivare un consulto di secondo livelli, cioè un teleconsulto e parlare con dei pediatri coordinati dalla struttura del Meyer in modo da poter dare risposte più efficienti, più efficaci e più vicine ai bisogni delle famiglie con bambini. 

La seconda introduzione sperimentale: “A partire da gennaio – aggiunge l’assessora – il servizio avrà un’altra fase di sperimentazione perché saranno attivate quattro guardie mediche pediatriche nelle diverse Asl della Toscana.”

“Si tratta di una sperimentazione che nasce da una necessità che ci è stata fatta presente in maniera molto forte dalle famiglie riunite in associazioni, c’è stata una legge di iniziativa popolare, e il consiglio regionale questa legge l’ha approvata e noi siamo felici di dargli seguito con queste due sperimentazioni  di 6 mesi che serviranno per mettere a fuoco i bisogni e migliorare ulteriormente questo servizio.”

Soddisfazione è espressa dai comitati per voce di Andrea Fiori dell’associazione Cuore di Bimbo: “Ringraziamo l’assessora, perché arrivare a Natale senza nemmeno il teleconsulto sarebbe stato un segnale negativo, così invece adesso inizia il periodo di sperimentazione. Non dimentichiamo però che l’obiettivo sostanziale rimane quello di garantire la continuità assistenziale pediatrica a tutti i bambini della Toscana e rafforzare il servizio dei pediatri di libera scelta in tutti i territori in modo da poter riequilibrare i disagi che ci sono nelle aree interne, basti pensare al Casentino, alla Valtiberina o all’Amiata.”




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