Veneto

dalla platea cori contro sovrintendente Colabianchi

📰 Questo giornale è gratuito dal 2006. Vuoi che continui?
Sostieni l’informazione libera di Venezia con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274


Scopri come donare

Nuova protesta al Teatro La Fenice: ieri sera il concerto diretto da Michael Hofstetter è stato accompagnato da contestazioni provenienti dalla platea e dai palchi. Poco dopo l’ingresso di Orchestra e Coro, alcuni spettatori hanno avviato un coro di richieste di dimissioni rivolte al sovrintendente Nicola Colabianchi. Le voci si sono unite in un ripetuto appello, sostenuto da applausi ritmati.

La manifestazione si è inserita in un’iniziativa annunciata dal Comitato “Fenice viva”, nato con l’obiettivo di promuovere attività di sensibilizzazione a sostegno dei lavoratori del teatro. Durante la serata, dai palchi sono stati lanciati volantini distribuiti già prima dell’ingresso in sala, mentre il pubblico scandiva slogan. Tra le voci si sono levati anche messaggi di sostegno all’Orchestra e al Coro, accompagnati da lunghi applausi.

Le iniziative dei comitati e la mobilitazione

La protesta non è stata spontanea, ma organizzata da gruppi attivi da mesi, tra cui “Fenice viva” e “Sconcerto Grosso”. Già all’esterno del teatro, prima dell’inizio del concerto, i promotori avevano distribuito volantini con critiche alla gestione del sovrintendente, accusato di condotte ritenute autoritarie e ritenute dannose per l’istituzione. Nei materiali diffusi veniva ribadita la richiesta di dimissioni.

Secondo i promotori, la mobilitazione mira a sostenere lavoratrici e lavoratori della Fenice e a mantenere alta l’attenzione sulla vicenda della nomina che prosegue da mesi. La partecipazione alla protesta ha coinvolto anche parte del pubblico non direttamente legato ai comitati, segno di un malcontento che si estende oltre le organizzazioni promotrici.

Il contesto: la nomina di Beatrice Venezi

All’origine delle tensioni vi è la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del teatro, avvenuta nei mesi precedenti. La decisione, pur ritenuta conforme alle norme, ha suscitato critiche per le modalità con cui è stata adottata. In particolare, è stata contestata l’assenza di un confronto preventivo con l’orchestra, elemento considerato una prassi consolidata.

Il dissenso, emerso già dallo scorso ottobre, ha alimentato una crescente frattura interna. Alcuni lavoratori hanno espresso perplessità sulla gestione della scelta, ritenuta calata dall’alto. La vicenda ha progressivamente assunto una dimensione pubblica, coinvolgendo anche parte dell’opinione culturale cittadina.

📰 Questo giornale è gratuito dal 2006. Vuoi che continui?
Sostieni l’informazione libera di Venezia con il tuo 5×1000.

CF: 94073040274


Scopri come donare

La replica del sovrintendente Colabianchi

Nel corso della serata, durante una pausa del concerto, Nicola Colabianchi ha ribadito la propria posizione, escludendo qualsiasi ipotesi di dimissioni. Il sovrintendente ha sottolineato di aver operato nel rispetto delle norme che regolano il suo ruolo, evidenziando come la gestione della Fondazione non preveda modalitĂ  assembleari.

Colabianchi ha inoltre definito la protesta come una forma di strumentalizzazione, ipotizzando che dietro le contestazioni possano esserci anche interessi legati a dinamiche politiche locali, con riferimento a possibili candidature elettorali. Ha quindi rivendicato la legittimitĂ  del proprio operato e la serenitĂ  rispetto alle decisioni prese.

Riguardo alle modalitĂ  della protesta, il sovrintendente ha osservato come il lancio dei volantini e le contestazioni ripetute rischino di trasformarsi in un rituale privo di reale efficacia, pur riconoscendo la legittimitĂ  del diritto a manifestare dissenso.

Il concerto e il contesto culturale

La serata si inseriva nel calendario della stagione sinfonica 2025-2026 e coincideva con uno degli appuntamenti tradizionalmente dedicati alla Settimana Santa, momento centrale del calendario liturgico veneziano. Il programma prevedeva l’esecuzione della sinfonia “Al Santo Sepolcro” di Antonio Vivaldi, insieme a musiche di Lotti e Pergolesi.

Il concerto ha segnato anche il debutto del direttore Michael Hofstetter alla guida dell’Orchestra e del Coro della Fenice, con la partecipazione delle soliste Giulia Bolcato e Teresa Iervolino.

Le implicazioni per il teatro

La vicenda evidenzia una situazione di tensione che coinvolge sia il personale interno sia una parte del pubblico. Il confronto tra direzione e lavoratori appare al momento privo di un punto di equilibrio, mentre la protesta continua a manifestarsi anche in occasioni pubbliche.

La gestione della nomina e le modalità decisionali adottate rappresentano il nodo centrale del conflitto. Allo stesso tempo, il caso assume una rilevanza più ampia, incidendo sull’immagine di una delle principali istituzioni culturali italiane.

Prospettive e sviluppi

Al momento, non si registrano segnali concreti di una ricomposizione della frattura. Il sovrintendente ha confermato l’intenzione di proseguire nel proprio incarico, mentre i comitati hanno ribadito la volontà di continuare le iniziative di protesta.

L’evoluzione della situazione dipenderà dalla capacità delle parti di riaprire un dialogo e di individuare soluzioni condivise. In assenza di un confronto costruttivo, resta il rischio che le tensioni continuino a riflettersi anche sulle attività artistiche e sul rapporto con il pubblico.


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »