Dalla pena al riscatto: ex imputati aiutano famiglie in difficoltà, presentati i risultati del progetto “Redemptio Juris” VIDEO
21.02.2026 – 15.30 – Si è svolta oggi, presso la Casa del Combattente di Trieste, la conferenza stampa di chiusura del progetto “Redemptio Juris”, iniziativa dedicata al reinserimento sociale di imputati ammessi alla sospensione del procedimento con messa alla prova e destinati allo svolgimento di lavori di pubblica utilità. Il progetto è stato promosso dall’Associazione Lagunari Truppe Anfibie (ALTA) di Trieste in collaborazione con il Tribunale di Trieste e realizzato grazie a fondi regionali. Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati di un percorso che ha coinvolto persone chiamate a scontare sanzioni penali alternative alla detenzione, offrendo loro la possibilità di impegnarsi in attività a beneficio della collettività. In particolare, i partecipanti hanno collaborato alla raccolta e distribuzione di generi alimentari a favore di famiglie in condizioni di fragilità economica, oltre a fornire supporto organizzativo e amministrativo alle attività dell’Associazione. «Il progetto rappresenta l’evoluzione di un cammino avviato anni fa e progressivamente migliorato sulla base dell’esperienza maturata», ha spiegato il presidente dell’ALTA di Trieste, Gianfranco Drioli. «Non ci siamo limitati alla dimensione simbolica dei valori storici, ma abbiamo scelto di tradurli in un impegno concreto nel sociale, trasformando la pena in responsabilizzazione e restituzione verso la comunità». Drioli ha inoltre sottolineato come il contributo delle persone inserite nei percorsi di messa alla prova sia risultato determinante per l’ampliamento delle attività dell’Associazione.
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il consigliere regionale Claudio Giacomelli, promotore dell’emendamento che ha reso disponibili i finanziamenti regionali. «I Lagunari di Trieste si sono sempre contraddistinti per valori e dirittura morale – ha affermato – ma con questo progetto hanno dimostrato di saper brillare anche nel sociale, mettendo al centro l’attenzione per il prossimo e per le persone più fragili». Presente all’incontro anche il Garante regionale dei diritti della persona, Enrico Sbriglia, che ha richiamato il valore rieducativo delle sanzioni alternative alla detenzione. «La pena ha senso solo se si trasforma in restituzione sociale verso la collettività – ha dichiarato – e non quando assume i tratti di una logica punitiva. Esperienze come questa dimostrano come sia possibile rendere le persone più consapevoli e responsabili». Nel corso della conferenza sono state condivise anche alcune testimonianze anonime dei partecipanti al progetto, che hanno raccontato il valore umano e personale dell’esperienza. C’è chi ha descritto un periodo di forte difficoltà economica e familiare, vissuto inizialmente con rabbia e senso di ingiustizia, e come l’incontro con l’Associazione abbia rappresentato un’occasione di riscatto, fatta di accoglienza, rispetto e fiducia. Altri hanno sottolineato l’impatto del contatto diretto con i bisogni delle persone più fragili, un’esperienza capace di restituire un senso di utilità sociale e di dignità personale.
Alcune testimonianze hanno posto l’accento anche sulla consapevolezza delle proprie responsabilità, maturata attraverso il lavoro comunitario, e sulla possibilità di trasformare un errore in un’occasione di crescita. Particolarmente significativo il racconto di chi, durante la distribuzione degli aiuti alimentari, ha compreso come un gesto semplice possa assumere un valore fondamentale per chi vive in difficoltà, diventando non solo assistenza materiale ma anche attenzione e umanità. Secondo quanto emerso, “Redemptio Juris” ha prodotto risultati concreti su più livelli: sostegno alle fasce deboli della popolazione, contributo allo snellimento del carico giudiziario attraverso percorsi alternativi al processo e reale opportunità di reinserimento sociale per persone responsabili di reati di minore gravità. Un’esperienza che, come sottolineato dai relatori, rappresenta un modello di collaborazione virtuosa tra istituzioni giudiziarie e associazionismo, potenzialmente replicabile in altri contesti territoriali.
[f.v.]



