Dal timore alla conoscenza, Lugo si interroga sulla presenza del lupo in pianura – Forlì24ore.it

Mercoledì 14 gennaio alla Rocca un incontro pubblico per capire come convivere con il grande predatore
Quanti sono, dove si muovono e, soprattutto, come comportarsi in caso di incontro. La presenza del lupo nelle campagne della Bassa Romagna è un fenomeno relativamente recente, capace di suscitare curiosità ma anche timori tra i cittadini. Per fare chiarezza, l’Amministrazione comunale di Lugo ha organizzato un incontro pubblico dedicato al tema, in programma mercoledì 14 gennaio alle 20.30 nel Salone estense della Rocca.
L’appuntamento nasce dalla volontà di rispondere alle numerose segnalazioni di avvistamenti e alle domande dei residenti. «Ci eravamo presi l’impegno di organizzare un momento formativo dopo aver ricevuto segnalazioni di avvistamenti di lupi nelle nostre campagne – spiega la sindaca Elena Zannoni –. Siccome la presenza del lupo nella nostra pianura è una sostanziale novità, che non si verificava da quasi due secoli, riteniamo utile costruire occasioni di approfondimento per re-imparare a convivere con questo predatore».
Dopo i saluti istituzionali degli assessori Fausto Bordini e Mauro Marchiani, la serata entrerà nel vivo con l’intervento di Massimiliano Costa, biologo e direttore del Parco regionale del Delta del Po dell’Emilia-Romagna, che illustrerà le abitudini e i comportamenti del lupo, con particolare riferimento alla sua presenza nei territori di pianura. La specie, protetta dagli anni Ottanta dopo essere stata ridotta sull’orlo dell’estinzione, è in espansione naturale dalla fine degli anni Novanta e ha progressivamente ricolonizzato gran parte della penisola, arrivando negli ultimi anni anche nelle aree pianeggianti.
«Un lupo, dopo essere stato svezzato, resta con i propri genitori il tempo necessario per aiutare nella crescita della cucciolata successiva – spiega Costa –. Poi viene allontanato e inizia a vagare alla ricerca di un nuovo territorio o di un branco a cui unirsi». Una fase, quella della dispersione, che avviene prevalentemente tra dicembre e marzo e che spiega perché gli avvistamenti si concentrino in questo periodo. «Non è detto quindi che un avvistamento coincida con una presenza stabile – precisa –: ad oggi famiglie stanziali sono documentate a Ostellato, Argenta e Classe, mentre molti esemplari transitano nella nostra area per poi stabilirsi nelle zone più isolate vicino al Po».
Il biologo sottolinea anche come il lupo non sia una specie infestante. «Il lupo, come tutti i carnivori, ha la capacità di autoregolarsi in base alla disponibilità di cibo e di habitat – afferma –. Non ci sarà mai un’invasione, ma il ritorno di una presenza con cui è necessario saper convivere». Un aspetto centrale riguarda il rapporto con l’uomo: «Un lupo non tenterà mai di aggredire un corridore o un ciclista. Spesso segnalazioni di avvicinamenti sono riconducibili a cani cecoslovacchi lasciati liberi. Il lupo teme l’uomo, ed è proprio questa paura naturale che dobbiamo preservare per garantire una convivenza pacifica».
Infine, alcune regole di comportamento. «Evitare la disponibilità di fonti di cibo è fondamentale – conclude Costa –. Un lupo che si abitua a nutrirsi vicino alle abitazioni può diventare confidente e rappresentare un problema. È importante ricoverare gli animali domestici, soprattutto in campagna». In pianura, inoltre, il lupo si nutre principalmente di nutrie e, lungo la costa, di daini, contribuendo al contenimento di specie invasive. «Può diventare un prezioso alleato per l’ecosistema, ma solo se impariamo a conviverci correttamente».
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