Dal Pd al M5S a Unhcr: serve un cambio di rotta nelle politiche europee sui migranti
«Altre vittime innocenti, ancora un dramma nel mare di Lampedusa. Nell’indifferenza del governo Meloni che, dopo aver cavalcato cinicamente la “paura dei migranti” per l’intera campagna elettorale, dal giorno dell’insediamento ha pensato di risolvere il problema non parlandone più e abbandonando il controllo del Mediterraneo».
Lo dice Michele Catanzaro, capogruppo del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana, dopo la notizia dell’ennesima strage di migranti al largo di Lampedusa.
«Oggi sul molo Favaloro arrivano altri cadaveri – aggiunge Catanzaro – e non sono “numeri”, sono vite umane spezzate per sempre. Il tema delle migrazioni è serio e va affrontato seriamente, non certo con la bieca e spudorata propaganda della destra, averlo “silenziato” ha solo aggravato la situazione.
Il Mediterraneo è un mare senza controllo – conclude il capogruppo Pd – e i suoi fondali si stanno trasformando in un cimitero di esseri umani e di imbarcazioni alla deriva».
De Luca (M5s): «Serve subito un cambio di rotta con politiche serie coordinate a livello Ue»
«Esprimiamo dolore profondo e sincero per l’ennesima tragedia avvenuta al largo di Lampedusa. Davanti a queste vite spezzate, ogni parola rischia di essere insufficiente. Ma il silenzio sarebbe ancora più colpevole». Lo afferma il capogruppo del M5s all’Ars Antonio De Luca.
«Non possiamo limitarci alla compassione – aggiunge Antonio De Luca – queste morti interrogano direttamente la politica. E chiamano in causa le responsabilità di chi oggi ci governa. Il governo guidato da Giorgia Meloni continua a inseguire una propaganda fatta di slogan e misure inefficaci, mentre nel Mediterraneo si continua a morire. Non siamo di fronte a fatalità inevitabili: quando si preferisce la linea dura alla gestione razionale, il rischio – conclude Antonio De Luca – è che queste tragedie si ripetano. Serve un cambio di rotta immediato: servono politiche serie, coordinate a livello europeo. Continuare così significa accettare che il Mediterraneo resti un cimitero».
Save The Children, 37 vite spezzate in un solo giorno in mare
Sono 37 vite spezzate in un solo giorno in mare durante due naufragi, mentre le politiche europee continuano a privilegiare la deterrenza alla protezione delle persone. A denunciarlo è Save The Children ribadendo la richiesta di un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per salvare le persone in pericolo e l’apertura di canali regolari e sicuri verso l’Europa, che garantiscano il rispetto dei diritti umani.
«Le 19 vite spezzate al largo della Libia, a cui se ne aggiungono almeno altre 18 nel Mar Egeo, non sono una tragedia inevitabile – sottolinea – ma il risultato diretto di politiche europee che continuano a privilegiare la deterrenza alla protezione delle persone, fra cui migliaia di bambini e bambine».
Il team di Save the Children, presente a Lampedusa, è operativo per garantire una risposta ai bisogni immediati dei 58 sopravvissuti, tra cui ci sono 7 minori, di cui 4 non accompagnati. Alcuni dei superstiti, tra cui un bambino, hanno avuto bisogno delle cure dei sanitari.
Sono quasi 34.500 le persone morte o disperse in tutto il Mediterraneo dal 2014 nel tentativo di raggiungere un futuro possibile in Europa, solo quest’anno sono state più di 800. Tra queste ci sono anche molti bambini, oltre 100 ogni anno negli ultimi tre anni.
Unhcr: profondamente addolorati per l’ennesimo tragico incidente nel Mediterraneo
«Profondamente addolorati per l’ennesimo, tragico incidente nel Mediterraneo: 19 salme portate a Lampedusa dopo ore alla deriva. 58 persone soccorse, molte in ipotermia, tra cui bambini e una donna incinta». Lo scrive Unhcr su X spiegando essere «presente allo sbarco» fornendo «supporto immediato ai sopravvissuti».
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