Umbria

Dal Governo un piano alloggi a prezzi calmierati: l’Umbria ha un suo piano e attende il progetto


di M.T.

Il governo nazionale ha annunciato un nuovo Piano casa per contrastare il disagio abitativo, con l’obiettivo di creare 100mila nuovi alloggi a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni, da destinare alle famiglie più in difficoltà. La misura è stata presentata dalla premier Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa di fine anno e rilancia un tema già contenuto, ma mai attuato, nella legge di bilancio 2024: l’adozione di modelli innovativi di edilizia residenziale e sociale. Questa iniziativa si combina, per l’Umbria, con il piano annunciato nei giorni scorsi da Ater che vede numeri davvero importanti per la nostra regione sul presente e sul futuro. Il piano industriale dell’Ater Umbria 2026-2030 segna un boom nel 2025 con 153 alloggi in ristrutturazione, quasi il doppio rispetto a marzo, e in totale oltre 430 unità tra nuove e ripristinate pronte a contrastare l’emergenza abitativa.

Nel disegno di governo il piano sarà formalizzato attraverso un decreto del presidente del consiglio (Dpcm) con le coordinate del progetto, e nelle prossime settimane saranno convocate le parti sociali per discutere le bozze. Alla base della strategia c’è un duplice approccio: da una parte il rent to buy, cioè l’affitto a canone agevolato con possibilità di acquisto per giovani, giovani coppie e genitori separati; dall’altra la realizzazione e l’adeguamento di unità immobiliari di edilizia sociale anche per persone anziane, con formule come la permuta immobiliare per immobili non più adeguati alle esigenze dei proprietari.

Questa iniziativa assume un rilievo particolare anche in Umbria, dove l’emergenza abitativa si intreccia con dinamiche demografiche e di mercato immobiliare segnate da un fenomeno di stagnazione dei prezzi e difficoltà di accesso alla casa per le famiglie con redditi medio-bassi. Secondo gli ultimi dati regionali disponibili, il costo medio degli affitti in provincia di Perugia resta al di sopra della media nazionale per tipologie familiari standard, mentre l’offerta di edilizia sociale risulta insufficiente rispetto alla domanda crescente.

La carenza di alloggi a canone sociale è evidenziata anche dalle liste di attesa per le case popolari: in Italia sono circa 250mila le famiglie in attesa, ma si stima che una quota consistente di queste potrebbe accedere anche a soluzioni calmierate come quelle previste dal nuovo piano, riducendo il fabbisogno effettivo a circa la metà. Anche in Umbria si registra un consistente numero di domande per l’assegnazione di alloggi popolari, con una pressione particolarmente alta nei comuni capoluogo di Perugia e Terni.

Un elemento importante del dibattito riguarda le case popolari attualmente vuote o da riqualificare: a livello nazionale se ne contano oltre centomila, molte delle quali necessitano di manutenzione o sono occupate abusivamente, una situazione non estranea anche al contesto umbro dove la riqualificazione del patrimonio pubblico e la lotta alle occupazioni irregolari sono tra le priorità indicate dalle amministrazioni locali.

Il Piano casa arriva in un momento in cui il tema dell’abitare sostenibile torna al centro dell’agenda politica, sollecitato anche dalle associazioni di categoria come Confindustria e l’associazione nazionale costruttori edili, che sottolineano l’importanza di affrontare l’emergenza abitativa con strumenti innovativi e condivisi. Per l’Umbria, l’attuazione di questo piano potrebbe rappresentare un’opportunità per incrementare l’offerta di alloggi accessibili, sostenere le famiglie in difficoltà e dare nuova linfa al mercato immobiliare sociale regionale.

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