Piemonte

Dal film al palcoscenico, Rocky diventa un musical


Sempre più spesso film iconici ritrovano vita in palcoscenico e adesso anche la parabola di Rocky Balboa e il suo amore per Adriana si materializzano in “Rocky the musical”, domani sera, giovedì 26 marzo, al Teatro Alfieri di Torino, con repliche fino a domenica 29 marzo.

La produzione è di Fabrizio di Fiore Entertainment che mantenendo la promessa con il pubblico torinese garantisce in loco i debutti degli allestimenti e come avvenne per “Cabaret” con Arturo Brachetti, un lavoro urticante in tournée per un paio di stagioni, anche questa scommessa era nata a Torino nell’ottobre 2024. Dal film del 1976 il musical di Alex Timbers prende corpo nel 2012 in inglese con musica di Stephen Flaherty, liriche di Lynn Ahrens e soggetto di Sylvester Stallone che aveva partecipato anche alla sceneggiatura.

La messinscena attuale vede Mario Ermito nel ruolo di Rocky e Giulia Ottonello in quello di Adriana, tra gli altri interpreti Robert Ediogu, Giancarlo Teodori, Matteo Micheli, Laura Di Mauro, coreografie e regia sono di Luciano Cannito, direttore artistico dei teatri torinesi Alfieri e Gioiello. “Ispirato al celebre film di Sylvester Stallone – scrive Cannito nelle note di regia – lo spettacolo segue l’epico viaggio di Rocky Balboa, un uomo comune chiamato a un’occasione straordinaria: combattere non solo per un titolo mondiale, ma per dimostrare a se stesso il proprio valore. Al centro della narrazione c’è il profondo e tenero rapporto tra Rocky e Adriana, un amore che diventa rifugio e forza, in netto contrasto con la durezza del ring. La mia regia si ispira profondamente al film che mi ha fatto sognare da ragazzo, cercando di ricrearne la potenza cinematografica senza rinunciare alla magia del teatro, quel luogo sospeso tra realtà e sogno in cui ogni spettatore può ritrovare se stesso”. Sono cinque i musical realizzati complessivamente da Fabrizio di Fiore, di cui ben tre derivano da note pellicole cinematografiche come “Saranno Famosi” e “Cantando Sotto la Pioggia”, oltre a “Cabaret” e “Sette spose per sette fratelli” che hanno invece matrici teatral-letterarie; curiosa inoltre questa passione amarcord per certe belle favole d’antan.


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