Piemonte

dal “caring massage” alla realtà immersiva, l’IRCCS di Candiolo rende le cure più “umane” – Torino Oggi


Non solo bisturi, molecole e tecnologie di ultima generazione. All’Istituto di Candiolo IRCCS, la lotta contro il cancro si combatte anche con le armi dell’umanizzazione, grazie anche al sostegno della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ETS (FPRC). In occasione del World Cancer Day, che si celebra domani in tutto il mondo, l’Istituto presenta le ultime novità di “Candiolo Cares”, un ecosistema di cura unico in Italia che mette al centro l’ambito esistenziale del paziente. “Con ‘Candiolo Cares’ abbiamo realizzato un modello di accoglienza che spazia dalla realtà virtuale alla pet therapy, fino al ‘caring massage’ eseguito da infermieri specializzati – dichiara Salvatore Nieddu, Direttore Generale dell’IRCCS di Candiolo -. Ogni iniziativa non è solo un gesto di supporto, ma parte di un progetto di ricerca strutturato: analizziamo i risultati in modo scientifico per valutare i benefici reali sulla salute psico-fisica dei pazienti e sullo stress emotivo dei caregiver”.

La novità più significativa presentata quest’anno è il “caring massage”, un’attività che l’Istituto sta per avviare con un’equipe di infermieri appositamente formati. Non si tratta di un semplice massaggio estetico o fisioterapico, ma di una tecnica a pressione moderata che agisce su specifici punti del corpo, indissolubilmente unita a un approccio comunicativo ed empatico. “Le evidenze scientifiche internazionali confermano che il massaggio in ambito oncologico è una terapia di supporto straordinaria: è in grado di ridurre drasticamente i livelli di ansia, attenuare la percezione del dolore e migliorare la qualità del sonno dei pazienti in trattamento – spiega Piero Fenu, Direttore Sanitario dell’IRCSS di Candiolo -. A Candiolo, questa pratica diventa un momento di fiducia profonda tra infermiere e paziente. L’infermiere, figura cruciale nel rapporto quotidiano di cura, utilizza il contatto fisico come veicolo di sollievo, trasformando la manipolazione della cute e dei muscoli in un gesto di vicinanza emotiva che rilassa il paziente e ne fortifica lo spirito”.

Sempre nell’ottica della qualità della vita, l’Istituto promuove l’utilizzo dei caschetti refrigerati, una tecnologia fondamentale per contrastare la caduta dei capelli durante la chemioterapia, riducendo l’impatto psicologico della malattia sull’immagine corporea dei pazienti.

Al centro della strategia dell’Istituto di Candiolo c’è la persona, intesa come individuo attivo e consapevole. Da un anno e mezzo è operativo il Board dei Pazienti, un team consultivo composto da persone che hanno vissuto o stanno vivendo un lungo percorso di cura presso la struttura. “La sanità è fatta da professionisti eccellenti in medicina, in area infermieristica e tecnica, in economia e organizzazione, ma ci sono persone che hanno un titolo diverso e preziosissimo: sono i ‘laureati in sofferenza’ – sottolinea Fenu -. Il loro patrimonio esperienziale è essenziale. Per questo ci riuniamo trimestralmente per ascoltare i loro bisogni reali, non teorici. Grazie a loro abbiamo ripensato i servizi, dai processi di prenotazione e accoglienza alla stesura di materiali informativi più chiari e vicini alle necessità di chi soffre, integrando stabilmente il punto di vista del paziente nei processi decisionali clinico-organizzativi”.

L’umanizzazione a Candiolo si compone di un mosaico di iniziative che spaziano dall’alta tecnologia alla riscoperta dei sensi. “Sfruttiamo ad esempio la realtà immersiva – spiega Fenu –: per rendere meno gravose le lunghe sedute di chemioterapia, i pazienti possono indossare visori di realtà virtuale che li proiettano in viaggi digitali, documentari o tecniche di relax guidato, riducendo la percezione del tempo e dello stress. L’Istituto ha attivato anche programmi di pet therapy con cani e gatti, riconosciuti dalla letteratura scientifica come straordinari mitigatori di stress. A questa si affianca la musicoterapia, con incontri settimanali volti a ristabilire un equilibrio emotivo attraverso il linguaggio universale dei suoni. Stiamo inoltre organizzando laboratori teatrali che possono offrire ai pazienti un’occasione irrinunciabile di incontro e condivisione, generando un senso di appartenenza e unione che contrasta l’isolamento tipico della malattia”.

Il percorso di cura si estende oltre il paziente, toccando ogni aspetto della vita quotidiana: dagli sportelli psicologici dedicati ai caregiver, ai servizi di salute sessuale, fino ai corsi di mindfulness, pilates e ai laboratori di trucco per ritrovare fiducia nel proprio aspetto. “L’umanizzazione non è un accessorio o un lusso, ma un caposaldo dell’oncologia moderna – dichiara Nieddu -. Grazie al supporto fondamentale di FPRC, riusciamo a offrire un percorso dove il paziente non è mai un numero clinico, ma il protagonista assoluto del suo microcosmo di cura, circondato da una comunità che lo sostiene sotto ogni profilo, umano e medico”.

“L’impegno della Fondazione si rinnova continuamente a 40 anni dalla sua nascita – conclude Allegra Agnelli, Presidente di FPRC – “Da sempre per noi la persona è centrale. Per questo a quarant’anni della sua nascita, la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro rinnova il suo impegno attraverso l’investimento nel progetto Candiolo Cares che rappresenta la naturale evoluzione della nostra missione: sostenere una ricerca che non sia solo di laboratorio, ma che si traduca immediatamente in una migliore qualità di vita per tutti i pazienti. Celebrare il World Cancer Day con questi risultati scientifici e umani conferma che la nostra vision continua a essere fondamentale per una realtà che ha l’ambizione di essere un punto di riferimento nazionale e internazionale”.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »