Dal 2027 i professori avranno aumenti allo stipendio per 137 euro lordi al mese

Il rinnovo del contratto scuola 2025-2027 muove oltre un milione di lavoratori in tutta Italia e ha effetti diretti anche sull’Umbria, dove il sistema scolastico conta alcune migliaia di docenti distribuiti tra infanzia, primaria e secondaria.
L’intesa economica è stata firmata all’Aran all’unanimità e riguarda circa 1,2-1,3 milioni di addetti del comparto istruzione e ricerca, tra cui circa 850mila docenti. Sul piano economico, l’accordo prevede aumenti medi a regime, dal 2027, pari a circa 137 euro lordi mensili per l’intero comparto e circa 143 euro per i docenti. A questi si aggiungono arretrati che, secondo le prime stime, possono arrivare fino a circa 1.200 euro, legati al fatto che il contratto copre un periodo già in parte trascorso.
Si tratta della terza tornata contrattuale consecutiva dopo i rinnovi 2019-2021 e 2022-2024. Nel complesso, secondo i dati diffusi nelle sedi negoziali, l’incremento medio cumulato supera i 400 euro mensili per i docenti, un livello definito senza precedenti nella contrattazione pubblica recente.
In Umbria il peso di questo rinnovo si misura su una platea relativamente contenuta ma capillare sul territorio. I dati più recenti disponibili sull’organico indicano circa 8.700 posti di docenti tra primaria e secondaria, a cui si aggiungono quelli dell’infanzia e del sostegno, per un totale complessivo che supera le 10mila unità. Un sistema che serve poco più di 110mila studenti distribuiti nelle due province di Perugia e Terni.
La scuola in Umbria presenta alcune caratteristiche strutturali: una forte stabilità del personale nei cicli iniziali – con oltre l’80 per cento dei docenti che resta in regione tra infanzia e primaria – e una maggiore mobilità nelle scuole secondarie. A questo si affianca una quota significativa di precariato, che secondo elaborazioni su dati nazionali e regionali si colloca intorno al 20-30 per cento, con punte più alte in alcuni segmenti.
Il rinnovo contrattuale arriva quindi in un contesto segnato da criticità strutturali già note: invecchiamento del personale, difficoltà di reclutamento in alcune discipline e necessità di garantire continuità didattica. Questioni che incidono sulla qualità del servizio e sull’organizzazione delle scuole.
Dal punto di vista operativo, gli aumenti non saranno immediati. L’accordo dovrà completare l’iter istituzionale prima di diventare definitivo. Solo dopo la firma finale potranno partire gli adeguamenti in busta paga e il pagamento degli arretrati.
Nel frattempo resta aperto il confronto sulla parte normativa del contratto, che dovrà affrontare temi come organizzazione del lavoro, relazioni sindacali e welfare. Un passaggio che, per una regione come l’Umbria, con una rete scolastica diffusa e spesso in contesti periferici, avrà un impatto non meno rilevante degli aumenti economici.
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