Cultura

Dagmar Zuniga – In Filth Your Mystery Is Kingdom

Registrato nell’arco di cinque anni tra New York City, Norway e Georgia, il debutto di Dagmar Zuniga sembra provenire da una dimensione domestica sospesa tra sogno e poesia. Gran parte delle tracce è stata incisa su un registratore a cassette Tascam 424, che conferisce al disco una grana sonora fragile e crepitante.

Credit: Press

Il risultato è un folk lo-fi intimissimo: chitarra acustica, voce sommessa e un continuo fruscio di nastro magnetico che diventa parte integrante dell’atmosfera. Le canzoni sono brevi, spesso poco più che frammenti, appunti musicali registrati prima che svaniscano.
Zuniga dimostra subito di essere una voce autonoma, situata in una zona periferica del weird folk contemporaneo.

Brani come “Even God Gets Stuck In Devotion” o “A Car With No Lights On” colpiscono al cuore, mentre episodi come “LN60: Jupiter Opposite Jupiter” introducono elementi di tape loop e collage elettronico vicini allo spirito DIY.

Il risultato è un disco di melodie che emergono lentamente da una nebbia di imperfezioni analogiche.

Un lavoro che sembra registrato solo per lei stessa e proprio per questo sorprendentemente universale.


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