Da Usa e Israele «attacco preventivo all’Iran». Trump: «Difendiamo americani dalle minacce». Idf: «Operazione “Il ruggito del leone”»
Il ministro della Difesa Israel Katz ha comunicato che “Israele ha lanciato un attacco preventivo contro l’Iran per rimuovere le minacce allo Stato”. Di conseguenza, ha aggiunto, “si prevede un attacco missilistico e con droni contro lo Stato di Israele e la sua popolazione civile nell’immediato futuro”.
In conformità con la sua autorità ai sensi della Legge sulla Difesa Civile, il Ministro della Difesa israeliano Katz “ha ora firmato un’ordinanza speciale in base alla quale verrà imposto uno stato di emergenza speciale sul fronte interno in tutto il territorio dello Stato di Israele”, ha comunicato il dicastero.
Media americani e israeliani riferiscono che quella in corso in Iran è un’operazione congiunta tra Stati Uniti e Israele. Uno degli obiettivi sarebbe una struttura presidenziale iraniana, secondo media di Israeliane e fonti dell’opposizione iraniana. Le stesse fonti affermano che il leader supremo Ali Khamenei sarebbe stato portato in un luogo sicuro. Un funzionario statunitense ha confermato che gli Stati Uniti stanno partecipando agli attacchi israeliani contro l’Iran e che le operazioni militari si svolgono via terra e via mare. Il Nyt Times, citando un funzionario Usa, riferisce che sono in corso decine di attacchi americani con aerei partiti dalle basi in Medio Oriente o dalle portaerei.
L’attacco in corso sarà più esteso rispetto ai raid di giugno contro gli impianti nucleari iraniani, riporta il New York Times citando funzionari dell’amministrazione.
L’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito di forti esplosioni nella capitale della Repubblica islamica. Secondo l’agenzia sono avvenute “tre esplosioni” nel centro della capitale iraniana, nei pressi di via Pasteur. Il complesso del Ministero dell’Intelligence in via Shahid Araghi, nel nord-est di Teheran, è stato attaccato. Gli attacchi hanno colpito anche l’area in cui si trova una residenza del leader supremo Ali Khamenei, il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale e l’ufficio presidenziale.
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