da Tommaso Paradiso a Eddie Brock, la Capitale punta al podio
Non è solo un Festival, è un derby musicale a cielo aperto. La 76esima edizione di Sanremo in onda questa sera martedì 24 febbraio, su Rai 1 dalle ore 20:40, parla romano come raramente accaduto in passato.
Con l’annuncio dei Big e dei duetti, la Capitale si conferma il vero cuore pulsante del mercato discografico italiano, schierando una “nazionale” che spazia dal pop d’autore all’indie, fino alle nuove frontiere del rap.
I pesi massimi: il ritorno dei “Romantici”
Il nome che scuote l’Ariston è quello di Tommaso Paradiso. Il cantautore di Prati, reduce da un album di successo, porta in gara “I romantici”, un brano che promette di diventare l’ennesimo inno generazionale.
Per la serata delle cover, Paradiso ha scelto la storia: salirà sul palco con gli Stadio per omaggiare Lucio Dalla con “L’ultima luna”.
Accanto a lui, la quota cantautorale più raffinata è rappresentata da Fulminacci. Filippo Uttinacci, dopo aver collezionato Targhe Tenco, propone “Stupida sfortuna” e stupisce tutti per i duetti: al suo fianco ci sarà la “belva” della TV, Francesca Fagnani, per una versione inedita di “Parole parole”.
Giovani leoni e consacrazioni: il fattore “Eddie Brock”
La vera scommessa di Sanremo 2026 è Eddie Brock (Edoardo Iaschi). Dopo il boom virale di “Non è mica te”, il giovane artista romano cerca la consacrazione definitiva con “Avvoltoi”.
Per la serata dei duetti gioca in casa e punta sull’emozione pura, chiamando un mostro sacro della “scuola romana” come Fabrizio Moro per reinterpretare “Portami via”.
Non meno attesi i ritorni di Leo Gassmann, che punta sulla sua “Naturale” (duetterà con Aiello in una cover di Cocciante), e di Ditonellapiaga, pronta a scuotere la platea con l’ironica “Che fastidio!”.
Le voci femminili e il rap d’autore
Roma domina anche le classifiche radiofoniche con Mara Sattei, cresciuta tra la città e Fiumicino, che presenta “Le cose che non sai di me” (duetto con Mecna sulle note di Carmen Consoli).
A chiudere il cerchio magico della Capitale ci sono le rime di Nayt, che porta il rap di qualità con “Prima che” e un omaggio coraggioso a De André nella serata cover, e il talento poliedrico di Serena Brancale, pronta a incantare con “Qui con me” e un duetto internazionale con Gregory Porter.
Tra i “romani d’adozione” o di quartiere, spicca anche la curiosità per Galeffi, che salirà sul palco nella serata cover per supportare Tredici Pietro.
Insomma, se l’Ariston è il palco d’Italia, nel 2026 sembra proprio avere il Grande Raccordo Anulare come confine.
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