Da re Mida a falegname, la parabola dell’ex miliardario Benko – Cronaca
BOLZANO. Da re Mida, che faceva diventare oro tutto quello che toccava, a falegname: è questa la parabola dell’ex miliardario austriaco René Benko che da oltre un anno si trova in custodia cautelare ad Innsbruck per il crack del suo impero Signa e che tuttora è indagato anche in Italia. Visto che la detenzione dovrebbe protrarsi ulteriormente, il 48enne ha deciso di lavorare come falegname durante la detenzione, ovvero di seguire un percorso di formazione, come riporta la rivista economica Trend.
Il penitenziario e la Procura hanno accolto l’istanza. Come spiega il suo legale Norbert Wess, fino ad ora, il suo assistito era stato assorbito dall’analisi dei fascicoli. Ora invece può dedicarsi a un’attività lavorativa. Il tirolese ha abbandonato gli studi, prima della maturità, per fare la fortuna trasformando soffitti in lussuosi attici. La sua ascesa comunque non si ferma. Nel 2014 compra la famosa catena tedesca di negozi Karstadt, nel 2019 acquisisce assieme alla Rfr Holding il Chrysler Building a New York. Nel suo portafoglio immobiliare entra anche il famoso Hotel Bauer a Venezia. Il tirolese investe comunque in realtà minori, come nell’aeroporto di Bolzano e nel nuovo centro commerciale Waltherpark nel centro storico del capoluogo altoatesino, che dopo il crack è passato al gruppo Schoeller e che è stato recentemente inaugurato.
Secondo Forbes, il patrimonio dell’austriaco nell’estate 2023 ammonta a 5,5 miliardi di euro. Poi la caduta del re Mida dei nostri tempi. Come la figura della mitologia greca, anche per Benko la sua capacità (o forse ossessione) di trasformare tutto in oro diventa la sua condanna. Nel gennaio 2025 viene arrestato, da allora si trova in custodia cautelare. Nel frattempo Benko è stato condannato in due procedimenti della Corte d’Assise di Innsbruck una volta a 15 mesi e l’altra a due anni di reclusione. Il 48enne è sotto inchiesta anche in Italia.
La Procura distrettuale di Trento sta facendo luce su una serie di operazioni immobiliari nel nord Italia. Recentemente il gup ha respinto la richiesta di derubricazione. Il tirolese possedeva immobili di pregio anche in Italia. La scorsa estate furono battuti all’asta gli arredi della Villa Ansaldi sul Garda: da un portasigari di lusso allo zerbino, dal libro degli ospiti con le dediche di Niki Lauda e Silvio Berlusconi a vini rari, complessivamente 1.800 oggetti. Simile aste in Austria avevano causato una vera e propria corsa ai cimeli dell’ex magnate che ora diventerà falegname.




