Da manager a gelataio, Loris Montanaro delizia grandi e piccoli con i gusti ispirati alle eccellenze abruzzesi e il torrone dedicato a Chieti

L’amore per Chieti è tangibile già dal nome che ha scelto di dare alla sua gelateria “Scilò”. Un termine apparentemente misterioso, che richiama quel teatinissimo «Sci Lo’» («Sì, Loris») che la moglie Gianna gli ha rivolto all’ennesima ostinata proposta di aprire il locale di viale Benedetto Croce.
E Loris Montanaro, teatino, 60 anni nel 2026, con l’entusiasmo e l’energia di un 20enne, un passato da project manager in Leonardo, porta in giro per l’Italia le eccellenze del territorio, dando il nome della sua città anche al torrone che ha ideato e prodotto. “Siamo l’unica città che non ha un dolce caratteristico – spiega – spero di poter contribuire a crearlo”.
Reduce dal successo allo Sherbeth festival di Palermo, il Festival internazionale del gelato artigianale, dove ha appena conquistato il premio della critica, si trova a Milano per uno stage sui panettoni quando accetta di raccontare a Chieti Today come si può cambiare vita passando da un impiego in giro per il mondo a inseguire un sogno, donando magia a piccoli e grandi grazie a un cono gelato, senza mai perdere la gioia di fare.
“Mi occupavo di seguire i contratti dell’Aeronautica per l’Italia e della Marina per Portogallo e Turchia: ero sempre in giro con un trolley e un laptop, in giro per aeroporti processando centinaia di mail aspettando il volo”, ricostruisce il suo passato professionale. A casa ci sono la moglie Gianna e i figli Luca, nato nel 1991, e Lorenzo, arrivato nel 1995: “Mia moglie li ha cresciuti da soli, perché la mia presenza è stata marginale – dice Montanaro – e questa è una nota di rammarico, che è stata anche la spinta per scegliere di lasciare il lavoro e dedicarmi ad altro”.
Il passaggio da manager a imprenditore inizia a piantare i semi nel 2020: “Ho iniziato a capire di essere un privilegiato: viaggiavo in prima classe, dormivo in alberghi eccellenti, potevo mangiare senza privarmi di nulla. I miei figli, invece, erano alla ricerca di un lavoro, ma non avevo grandi opzioni né possibilità di alte remunerazioni. Anche mia moglie lavorava, ma non era felice di quello che faceva, così ho iniziato a riflettere”.
Da una passeggiata in bici a Chieti Scalo e da un locale sfitto arriva l’intuizione definitiva. Apre così Il Quartino, enoteca con cucina in viale Benedetto Croce, “un misto fra un’enoteca e un pizzicagnolo, con piatti freddi e vino. Mi piace ricordare – rivela Loris Montanaro – che abbiamo realizzato il logo insieme a Lorenzo, mio figlio, da un’idea su una lavagna appesa nello studio di casa”.
Gianna e i due figli prendono in mano l’attività di famiglia, mentre Loris vi si dedica quando torna a casa nel fine settimana, ma vi trova sempre maggiore soddisfazione. Il format piace ai teatini e non solo, così il locale cambia volto: si sposta di qualche metro e apre la cucina, per dare la possibilità di mangiare un piatto caldo dopo l’aperitivo. “Una delle cose fondamentali per noi – spiega Montanaro – è non proporre mai la turnazione dei tavoli: la nostra filosofia è quella dell’accoglienza, come aprire le porte di casa, vogliamo che la gente che sceglie di stare da noi si senta serena di chiacchierare, raccontare e trascorrere momenti particolari senza guardare l’orologio”.
Loris Montanaro, però, non riesce a stare fermo senza raccogliere nuove sfide. Così, si mette a studiare per proporre alla clientela qualcosa in più. Ecco che nasce il gelato gastronomico, gusti salati da abbinare per valorizzare i piatti, dopo un lungo periodo di formazione alla scuola internazionale di cucina Alma di Colorno.
Ed è a quel punto, nel 2021, che Montanaro decide di lasciare il lavoro in Leonardo per dedicarsi a pieno all’attività di famiglia: “L’ultimo giorno in ufficio – ricorda – non è stato pesante: io sono una persona che ha sempre bisogno di stimoli e cose nuove, mi piace studiare e approfondire, perché penso che questo sia alla base di qualsiasi cosa. E offrire un servizio che possa portare gioia a tavola e venire apprezzato mi riempie di gioia”.
Nascono così il gelato al gorgonzola da abbinare ai formaggi, quello al peperone arrosto da abbinare al baccalà cotto a bassa temperatura, il gusto al tartufo o all’olio evo. “Abbiamo deciso di proporre abbinamenti che si possono trovare in un ristorante stellato – spiega l’ideatore – assaggiandoli anche in un posto diverso”. Nel giro di poco, il gelato gastronomico salato lascia spazio anche a gusti da proporre come dessert e i riscontri sono positivi.
A quel punto, i figli Luca e Lorenzo mettono la pulce nell’orecchio ai genitori: “Perché non apriamo una gelateria?”. “Abbiamo iniziato a fare un brain storming di famiglia – ricorda Montanaro – finché, a fine 2023, mia moglie finalmente ha detto sì”. Un sì che resterà memorabile: quel “Scì, Lo’”, in inconfondibile vernacolo abruzzese, è diventato il nome della gelateria che da marzo 2024 regala gusto e gioia allo Scalo.
“Il gelato che proponiamo – precisa Montanaro – è realizzato con ingredienti stagionali, materie prime di qualità e ci tengo a creare gusti particolari, rappresentativi del territorio”.
Così, ci si può deliziare con il gusto Punta Aderci, cioccolato al caramello con arachide salata, o Il fieno, realizzato con foraggio che arriva dalla piana delle 5 miglia; e ancora, c’è il gusto al Pecorino di Castel del Monte, quello allo zafferano di Navelli dedicato a Farid, un ragazzo iraniano che con Loris Montanaro ha frequentato la scuola di cucina, e che gli ha suggerito di provare a imitare il gelato persiano, realizzato proprio con l’oro rosso e l’acqua di rose. E ancora, l’imprenditore gelatiere teatino ha fatto diventare gelato anche i cellipieni e il parrozzo. Quattordici gusti per volta, che ruotano in base alla stagionalità
“Mi piace rappresentare una vetrina del territorio – è la sua filosofia – per valorizzare ciò che facciamo. Negli ultimi tempi, noto che, anche grazie al Giro d’Italia, c’è un importante interesse turistico nei confronti della nostra regione, di cui beneficia anche Chieti”.
E proprio qui ha scelto di intraprendere le sue attività imprenditoriali “perché è la mia città natale. Io penso che se uno vuole bene alla propria città debba impegnarsi per fare qualcosa e io ci credo tantissimo, spero in un prossimo futuro di poter aprire anche in centro, nel salotto cittadino”.
Proprio in virtù dell’impegno per Chieti, l’anno scorso ha lanciato l’omonimo torrone, particolarmente apprezzato dai golosi. E sulla scia di questa dedizione, invita altri colleghi imprenditori a fare altrettanto: “La mia formazione professionale e culturale – dice – mi porta a pensare che a volte in Abruzzo ognuno pensa a se stesso, invece dobbiamo avere un modo di fare sinergico, che ci porti a crescere. Dobbiamo necessariamente fare cose a quattro-sei mani, senza campanilismi, ma collaborare per valorizzare il territorio. Rimanere sempre collocati all’interno della propria realtà e non voler avere un confronto non porta da nessuna parte e non fa crescere la città”.
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