Puglia

Da a Telebari la storia di uno degli orfani

Presentato al Bifest, girato a Bari, “Fratelli di culla”, docufilm di Alessandro Piva, intenso ed emozionante, porta a conoscenza una dimensione altra del respiro, quella che nell’apnea di una realtà spesso ignorata, lascia senza fiato per poi ritrovarlo fluido nel sentiero labirintico del viaggio, profondo e commovente sulla storia di bambini abbandonati negli istituti pubblici italiani nel corso del dopoguerra e degli anni successivi, con un focus particolare sull’ex Brefotrofio di Bari, imponente edificio situato in via Amendola.

E’ storia barese, di una struttura – l’Ippai, Istituto provinciale di protezione e assistenza dell’infanzia, uno scrigno di emozioni di donne impegnate con spirito materno – dai numerosi livelli narrativi, ricostruita dal punto politico e burocratico con i protagonisti baresi, che fa diventare la proiezione nella sala 1, al cinema Galleria, un evento.

È datato 21 febbraio 2024, l’articolo pubblicato sui canali di TeleBari, dal titolo “Separati alla nascita nell’orfanotrofio di Bari”, riguardante la storia di due fratelli gemelli protagonisti del docufilm di Alessandro Piva su un fenomeno di dimensioni enormi, del nostro paese, che ha visto un milione di bambini passati per le strutture di accoglienza; pellicola che vive nella svolta del respiro, di nuovi sguardi, riscoperti, seppur in un tempo atteso e incerto.

Film, oggetto di una lavorazione molto lunga, 9 mesi di scartoffie e procedure amministrative, di insistenze e di pressioni, per accedere ai luoghi slabbrati dell’ex brefotrofio, per l’accesso agli archivi di tutta italia, per la ricerca di immagini su strutture di accoglienza, e persone passate da quella struttura, sia come operatrici, balie, assistenti, bambini ora cresciuti e che avessero voglia di raccontarsi.




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